Oltre Salinger

“Il giovane Holden continua a commuovere le masse ma da trent’anni potrebbe risultare datato. Salinger è tanto sottile da apparire irrilevante, salvo poi essere meglio di  Harry Potter e Stephen King”.
Harold Bloom, Cosa resta della letteratura?
Conversazione con Alessandra Farkas, laLettura ebook, 2015 
Frequentavo l’università quando ho scoperto D J. Salinger e non ero una giovane studentessa, ma una ragazza cresciuta che lavorava e studiava. A lezione Antonio Faeti lesse il racconto Un giorno ideale per i pesci banana e da lì poi incontrai  il  giovane Caulfield. L’ho riletto dopo molti anni, ad alta voce, per obbligo scolastico a mio figlio, dislessico. A lui non piaceva come era piaciuto a me. Lo trovò datato e si augurò una nuova traduzione per gli studenti a venire. Sapeva che i professori si affezionano ai testi, e che anche loro, come gli studenti,  a volte sono pigri. Einaudi ha provveduto ad una nuova traduzione che ho subito mostrato a mio figlio, come a dirgli, avevi ragione tu. Lo fa molto felice avere ragione su di me. Fu al tempo di quella rilettura  che mi venne in mente un libro che mi era piaciuto molto, letto più di un decennio anni prima, il numero sedici della collana “Frontiere”, Celine, di Brock Cole, pubblicato in America nel 1989 dalla casa editrice Farrar Straus and Giroux, considerato dai critici americani uno dei  titoli per adolescenti più importanti del decennio. La traduzione italiana, del 1996, aveva proposto il titolo, Una ragazza in gamba, a mio avviso fuorviante, mentre il titolo originale, il nome proprio della protagonista,  dava risalto ad una voce  singolare che ci dice, fra le alte cose,  che Salinger non è il suo autore preferito:
“ …Tanto per cominciare, non mi sembra giusto che ci facciano leggere Il giovane Holden nell’ora di letteratura inglese. Parla di un ragazzo terribilmente emotivo, che ha difficoltà a trovare il giusto rapporto col mondo. Si chiama Holden Caulfield e non mi è molto simpatico, perché secondo me è uno che si piange addosso, e quando se ne esce con certe considerazioni strappalacrime, mi viene il dubbio che sia molto compiaciuto di sé, per il fatto che è tanto gentile d’animo e tanto incompreso da tutti. (Ora che ci penso, credo che anche lui sarebbe perfettamente d’accordo con me e riconoscerebbe di essere solo un impostore, come chiunque altro. Questa sua ammissione lo farebbe stare meglio ma poi, il fatto stesso di riconoscerlo, lo porterebbe a considerarsi l’impostore degli impostori!) Tirando le somme, sono sempre più convinta che i professori vogliano fare i furbi inserendo questo libro tra le letture obbligatorie. Perché i casi sono due: o noi ci mettiamo a vomitare in faccia al professore ogni volta che torna sull’argomento, oppure ci tocca fingere che lui sia davvero un tipo saggio e comprensivo per nulla simile agli adulti che compaiono nel Giovane Holden. Mi mette in imbarazzo parlare di questo libro con Mr. Carruthers, perché mi rendo conto che lui ci tiene moltissimo e che vorrebbe che capissimo quanto ha contato nella sua vita. Anche se ora comincia a essere un po’ spento anche lui.  In effetti, il vero motivo per cui ho difficoltà a svolgere questo tema è che non riesco a togliermi dalla testa che Mr. Carruthers sia Holden Caulfield. E’ andata così: guarito dall’esaurimento nervoso, lo hanno ammesso all’università anche senza diploma di scuola media, per il fatto che ha superato brillantemente gli esami di ammissione; si è laureato in tre anni esatti, ha ottenuto subito il dottorato in letteratura inglese presso l’università di Chicago e il mondo gli sorrideva pieno di promesse. Ma poi Phoebe, la sua sorellina, è diventata una fan scatenata di un gruppo heavy-metal ed è morta per overdose e lui, disperato, ha sposato una laureata in scienze dell’educazione e siccome non aveva ancora finito la tesi di dottorato quando sono finiti i soldi della borsa di studio, dodici anni fa ha accettato il posto in questa scuola. La tesi giace ancora in una scatola di cartone sulla sua scrivania, a casa, e…”
Celine è una giovane artista, dipinge, e può scegliere di venire in Italia, a trascorrere un’estate sulle colline intorno a Firenze, se solo si comporta bene, se dimostra al padre di essere un po’ matura che vuol dire “ Pass all your courses, avoid detection in all crimes and misdemenors, don’t get pregnant”.
A quell’epoca mi aveva molto incuriosito questa scrittura maschile e trovai che il profilo di Cole, professore di filosofia all’Università, marito di una docente di lingue e culture classiche, fosse utile  a capire meglio il romanzo. I due docenti avevano certamente visto molte ragazze e ragazzi, molte triennali, molte mancate tesi, molte rinunce. Si può sostenere che conoscere la biografia di un autore non serva a nulla, io sono profondamente convinta del contrario. E ho cercato altri libri di Cole, un autore che vedrei bene di nuovo in libreria. Anche per andare oltre Holden, per vincere la pigrizia, per non ripetere le stesse cose. Come ad esempio lo stesso titolo a distanza di oltre vent’anni. Per porci anche altre domande, sulle anitre o anatre, e su dove esse vadano d’inverno.

Grazia Gotti