Nuovi alfabeti visivi, da Grizzana a Urbino, passando per il mondo.

“Il dolore che non potrà mai essere colmato” di cui parlava il presidente Mattarella in Friuli è lo stesso che oggi intreccia le storie dell’Italia Centrale colpite da un sisma violentissimo.
Condividiamo il dolore.
Grizzana è sull’Appennino bolognese. Giorgio Morandi vi trascorse le sue vacanze dall’età di ventitré anni, fino ad un anno dalla sua morte, avvenuta nel 1964.
Per essere precisi in località Campiaro. Là dove oggi c’è Casa Morandi, luogo visitabile conservato esattamente come ai tempi in cui, assieme alla famiglia, il grande artista passava le giornate delle estati, lontano dalla città.
A Campiaro ci sono anche i fienili, quelli che dipingeva, quelli che vedeva dalle finestre, quelli che dal 2000, perfettamente ristrutturati, sono diventati spazi ideali per allestimenti di opere d’arte, fotografie.
Ho visto giorni fa l’esposizione Ghirri incontra Morandi. Tra le foto che riportano l’ordine scarno, monacale, degli spazi in cui Giorgio Morandi dipingeva, nature morte tra le nature morte, una, in particolare, ha creato un circuito virtuoso tra contaminazioni, ricerche, immagini e contenuti.
E’ la foto che Beppe Chia scelse per i risguardi del libro Antonia e le bottiglie di Morandi che editammo nel 1993.
E’ quella la foto che crea, per me, una relazione diretta tra pittura, fotografia, illustrazione e narrazione.

In quei colori, in quel muro, nel chiodo, nella puntina, sento l’intreccio, vedo le storie combinatorie che la molteplicità di sguardi può mettere in moto, gli itinerari immaginativi capaci di dare corpo al nuovo, un nuovo ogni volta diverso.

Luigi Ghirri dice che
“In ogni visitazione dei luoghi portiamo con noi il nostro carico di già vissuto e già visto e lo sforzo che siamo chiamati a compiere è quello di ritrovare uno sguardo che cancella e dimentica l’abitudine (…), di formulare un nuovo alfabeto visivo, unificando interno ed esterno, in equilibrio tra rilevazione e rivelazione”.
Avevo con me Antonia e le bottiglie di Morandi il primo giorno in cui feci lezione all‘ISIA di Urbino, oltre a Il senso delle cose. Luigi Ghirri-Giorgio Morandi, e Storia dell’Illustrazione Italiana di Paola Pallottino: era un sabato mattina di un inverno rigido di dieci anni fa. Il sole nel cielo riportava i colori di una città sospesa tra passato e modernità, nel libro le illustrazioni della grandissima illustratrice Grazia Nidasio dichiaravano l’incontro possibile arte, fotografia, segno, grafica. Allora come ora, nel Monastero di Santa Chiara, si inventano nuovi alfabeti.
Silvana Sola