Nora Raleigh Baskin

Sono molto grata alla casa editrice Uovonero per avermi fatto conoscere la scrittura di Nora Raleigh Baskin, una scrittura intensa che va nel profondo. La scrittrice americana si cala nella vita di un undicenne tutt’altro che tipico, come recita il libro. Parla in prima persona, con una singolarissima voce, e racconta la vita di Jason che sfarfalla con le mani e che a otto anni viene diagnosticato autistico. Tutt’intorno c’è quello che c’è  per ognuno di noi, la famiglia, la scuola, gli altri.
La voce di Jason è doppia perché a sua volta, attraverso la scrittura, il ragazzo ci racconta la vicenda di Bennu, un nano. Il lettore è pertanto invitato a seguire anche una riflessione sulla scrittura.
E’ molto esplicita Nora, sa che tanti lettori si rivolgono alle fan fiction, cioè a quelle storie che sono “continuazioni o riscritture di storie di qualcun altro, o anche di film e di spettacoli televisivi…
ma le mie storie sono interamente originali, quindi non hanno tantissimi accessi”. E’ il giovane Jason che parla e si riferisce alle storie che posta nel sito Storyboard, luogo nel quale trova il conforto dell’ascolto ed anche una occasione di relazione. Sarebbe interessante sottoporre questo romanzo al giudizio di una classe di dodicenni e lavorarci su, tanti sono gli spunti che Nora ci offre per riflettere attraverso Jason sulla condizione umana. Invito i “neurotipici”, termine usato nel romanzo, ragazzi o adulti, a leggere questo libro che per la sua originalità rischia di non avere tanti accessi. Penso ai tanti lettori del best seller di qualche anno fa, quello che aveva per protagonista un ragazzino affetto da una particolare forma di autismo, libro debole, che scorreva in superficie, senza affondi. L’autore non ha dato grandi prove, mentre pare che quelli di Nora siano tutti bellissimi. Aspettiamo quindi di leggerla ancora. 

Grazia Gotti