Nonno verde

Acclamato dalla critica americana, Honor Caldecott Book 2012,  il nuovo album del grande Lane Smith é arrivato in libreria per  merito di Rizzoli, che dopo l’acclamatissimo Raccontare gli alberi, ritorna e meritevolmente insiste nel diffondere un sentimento “green”. In Francia i Verdi mandano al governo una giovane donna, così per dire.  Il libro, un capolavoro di scrittura e di visivo, vede protagonista  un bambino che racconta la vita del suo bisnonno.
“E’ nato tanto tempo fa… prima dei computer, dei cellulari e della televisione. E’ cresciuto in una fattoria con i maiali, il grano, le carote… E le uova. Quando faceva la quarta si é preso la rosolia (non dalle rose). E’ dovuto rimanere a casa da scuola. Cosí ha letto storie di giardini segreti, di maghi e di piccole locomotive. Alle scuole medie ha rubato il suo primo bacio. Dopo le superiori, voleva studiare per diventare giardiniere… e invece é dovuto andare a fare una guerra mondiale. Ha incontrato la sua futura moglie in un piccolo caffé. Quando la guerra é finita, si sono sposati.
Hanno trascorso insieme molti anni felici senza litigare mai. Almeno cosí dice lui. Hanno avuto dei figli, tanti nipoti e un pronipote, che sono io. Prima si ricordava tutto. Ora é abbastanza vecchio e ogni tanto le cose se le dimentica, come il suo cappello di paglia preferito. ma le cose importanti é il giardino che le ricorda per lui.” Tutto qui, una storia semplice, lineare, che dopo un incipit fiabesco, in poche battute riassume il senso di una vita. Ma il bambino che ascolta e che legge le pagine si trova catturato da un meccanismo visivo concepito e costruito con una stupefacente abilità. Il fantastico (inteso letteratura fantastica) irrompe in questa storia realistica, esce ed entra con assoluta libertà ad intrecciare i due piani. Tutto ció per la capacità di creare immagini, ritornando all’antica arte topiaria, forse una delle prime espressioni della creatività artistica.
Grazia Gotti