L’età dell’oro

Non é usuale trovare vecchi libri sui banchi delle librerie, di norma si trovano novità editoriali o proposte di calendario, dalle feste comandate a quelle laiche.
Ieri, alla libreria Giannino Stoppani, faceva mostra di sé un volume grigio, il numero 148 della Biblioteca Adelphi, opera di Kenneth Grahame, l’autore scozzese noto per Il vento nei salici.
Avevo letto L’età d’oro intorno alla fine degli anni Ottanta, quando ancora la libreria Giannino Stoppani si trovava in Palazzo Bentivoglio. Sulla poltrona di Cassina, quella con le orecchie di Topolino, che avevo portato da casa, ho letto molti buoni libri, forse i migliori della mia esperienza di lettrice. Nonostante ci dedicassimo ai libri per bambini, eravamo solite ordinare anche i libri per noi; tutto ció che ci interessava era lí a portata di mano, bastava ordinarlo, una condizione assai prossima alla felicità.
Ho ripreso Kenneth Grahame per riassaporare quella felicità, ed ora che sono piú vecchia lo sento ancora piú vicino.
“Per una ragione o per l’altra, pare che il sole non sia piú luminoso come allora; le praterie vergini di un tempo si sono ristrette, riducendosi a pochi miseri acri. Un malinconico dubbio, un cupo sospetto mi assale. Et in Arcadia ego: sí, un tempo io vissi in Arcadia. Possibile che sia diventato a mia volta un Olimpo?”
Grazia Gotti