Ninfee, robinie e ponti giapponesi

Il signor Bloom ha gli occhiali tondi, pochi capelli, un’aria simpatica, ama semi, piante, fiori e ne conosce tutti i nomi: era un giardiniere, ora in pensione.

E’ a lui che Linnea deve la scoperta del grande pittore Claude Monet. Anche Monet amava i fiori, ne ha dipinti tanti. Linnea li ha visti prima sul grande libro del signor Bloom, un libro in cui c’erano anche le foto di un bellissimo giardino, di un ponte e di una casa rosa, e poi dal vero, in un giorno d’agosto.
Il signor Bloom l’ha portata a Parigi, all’hotel Esmeralda (l’hotel Esmeralda esiste davvero: è vicino a Notre- Dame), un piccolo albergo ospitato in un edificio del 1640, che si affaccia sui giardini di Saint-Julien le Pauvre. Dalla sua finestra Linnea vede una robinia antichissima. Si dice sia stata portata dalle Americhe alla fine del ‘600.
Il signor Bloom e Linnea sono andati al museo a vedere Le ninfee di Monet e poi hanno preso un treno diretto a Vernon. Alla stazione hanno affittato delle biciclette per fare i quattro chilometri che li separavano da Giverny, dove si trova la casa del pittore Monet e il famoso ponte giapponese.
Linnea nel giardino di Monet, oggi ristampato per i tipi di Giannino Stoppani edizioni, racconta di una bambina svedese e del suo viaggio alla scoperta dell’opera e della vita del grande Claude Monet. Il libro è un incontro con l’arte, ma anche con la natura, con la geografia, con la storia: un libro prezioso che, nato in Svezia presso l’editore Raben & Sjogren nel 1985, ha fatto il giro del mondo.
Silvana Sola