Niente. Nulla. Il vuoto.


La guerra è nera, la paura anche. Ha occhi che attraversano le viscere di ciascuno, in ogni tempo. Sono occhi profondi come pozzi quelli disegnati da Sonia M. L. Possentini per il racconto Il volo di Sara di Lorenza Farina, occhi che più che guardati ti spingono a guardarli, a scendere nell’abisso dell’insensatezza dell’animo umano. Il piccolo pettirosso è la speranza che aiuterà Sarà a volare lontano. Il pettirosso, una delle poesie di Emily Dickinson può accompagnare la lettura di quest’ albo illustrato, in un gioco che si fa ribaltamento in cui chi è più piccolo e indifeso può aiutare l’altro a riprendere il volo. Bruno Schulz, aveva invece dentro di se il dono di librarsi, a raccontarci la sua infanzia in Bruno Il bambino che imparò a volare è Nadia Terranova, mentre Ofra Amit da colore e forma alle visioni oniriche che ci hanno donato uno dei più bei libri della letteratura europea, Le botteghe color cannella.
Con la Terranova entriamo in casa Schulz, possiamo toccare, guardare quella “materia che pullulava di vita”. Gli occhi di Bruno sono ancora pieni del mondo che lo circonda, che scopre nuovo e meraviglioso ogni volta. La guerra non ha ancora svuotato il suo sguardo, e non ci riuscirà se non alla fine quando di lui resterà solo un cappotto floscio perché Bruno aveva imparato a volare sin da piccolo.
Agata Diakoviez