Il primo numero del New Yorker porta la data del 1925. La rivista, fondata da Harold Ross e dalla moglie, non ha eguali nel panorama internazionale. La copertina illustrata è affidata a grandi interpreti delle figure, una copertina nella quale troneggia il titolo e niente altro. Nessun riferimento ai contenuti che il periodico mette in pagina. Al suo interno inchieste, reportage, racconti, riflessioni, critica, recensioni di libri, vignette satiriche. Jean-Jacques Sempé è uno dei tanti artisti del segno e del disegno che hanno contribuito a fare del New Yorker anche una straordinaria galleria visiva. La sua storia newyorkese, iniziata con la copertina del 1978, è raccontata con parole e immagini nel bel libro Sempé a New York, in catalogo per Donzelli.

Un libro importante che svela, attraverso le parole dello stesso Sempé, una parte della vita dell’artista francese, il suo rapporto con la città di New York e l’inizio della collaborazione con la prestigiosa rivista di oltre oceano. Centouno copertine poetiche, evocative, fuori dalle urgenze dell’attualità, capaci di entrare nel presente in punta di piedi, con quel segno lieve, quasi impalpabile, fatto per essere guardato con attenzione e ricordato nel tempo. Il libro è biografia, storia, documento, un volume in cui il lavoro di Sempè diventa un segmento importante della storia dell’illustrazione mondiale.

Silvana Sola