Nella valigia parole e sogni

“… un’artista di strada munita di una grande valigia, una valigia da aprire e che, fra la sorpresa di tutti, contiene solo parole. Parole leggere. Parole che si ribaltano, saltano, ballano, fanno piroette, acrobazie, equilibri… e avvicinano bambini e ragazzini all’arte più fantasiosa, fisica, selvaggia, vitale, spericolata, rigorosa, semplice e grande che ci sia: la poesia”. Recita così la quarta di copertina firmata da Manuela Trinci per il libro appena arrivato sullo scaffale, I sentimenti dei bambini spremuta di poesia in agrodolce, di Janna Carioli, uscito per i tipi di Mondadori. Da quella valigia che racchiude parole, escono anche i sentimenti, escono le emozioni, esce una visione della vita positiva, la leggerezza di chi, attraverso la scrittura, ha sempre dato voce ai pensieri.
Prima pensieri politici, di una politica militante, in canzoni che scandivano i cambiamenti dell’Italia degli anni ’70, poi pensieri profondi che raccontavano la vecchiaia, la morte in

un libro meravigliosamente lieve, L’anima nuvola, in catalogo dall’editore Fatatrac, poi il disambientamento, l’integrazione, e poi ancora pensieri colorati di giallo per avventure scritte a quattro mani che mettono sulla scena una giovanissima investigatrice, pensieri frutto di accurate ricerche per un Leonardo adolescente. E poi molto altro ancora. Nel suo ultimo libro Janna calibra ritmo, musicalità, peso. Gioca sul quotidiano, sull’oggi e sulle aspettative del domani. Dedica, da sempre, il suo lavoro ai bambini, interlocutori primi, reali. Li mette sulla pagina, dà corpo alle loro paure e ai momenti di felicità, è attenta alle loro domande, è generosa nell’offrire risposte.

E poi usa le parole giuste:

(…) Il coraggio è stare soli
dalla parte di chi perde
il coraggio è dire rosso
quando tutti dicono verde.
La paura e il coraggio son parole confinanti.
Ma con una torni indietro.
E con l’altra … vai avanti.
Il grande Gianni Rodari avrebbe applaudito, lui che, nell’elogio alla passione, ricordava il coraggio di dire no, anche se dire sì è più comodo.
Silvana Sola