Morbide figure per storie di vita dura: Adila e Malala

Il tema del sapere, della conoscenza che alimenta curiosità ed è alleata con termini come dignità e libertà è il motore dell’albo Io sono Adila. Storia illustrata di Malala Yousafzai, in catalogo per la casa editrice marchigiana settenove, in collaborazione con la sezione italiana di Amnesty International.
Firma il testo Fulvia Degl’Innocenti, le figure sono di Anna Forlati.
Figure dichiarate importanti già nel titolo, figure che attestano la volontà di creare, da subito, un rapporto empatico con il lettore. 
Sono tratti morbidi quelli che rappresentano Adila nella sua scuola, che vedono la sua mano scrivere, che vedono i suoi occhi immaginare un futuro in cui una donna può diventare ciò che vuole: dottoressa, scrittrice, ma prima di tutto, persona.

Poi alla rappresentazione di Adila si affianca l’immagine di una ragazza non molto diversa da lei, una ragazza pakistana che ha il coraggio di fare sentire la sua voce a sostegno di un’infanzia negata, del diritto all’istruzione, una ragazza che ha i suoi stessi occhi e mostra il volto alla televisione, una ragazza che non ha paura di nessuno e che riceve il Nobel per la Pace.
E la pace entra nelle belle illustrazioni di Anna Forlati, assieme alla volontà ad andare avanti visibile nei gesti nelle bambine con i fazzoletti bianchi, rossi, a pois, qualcuna anche a capo scoperto, che entrano, con orgoglio, nella loro scuola.
” Racconto la mia storia, non perché sia unica, ma perché non lo è. 
E’ la storia di molte ragazze. Oggi racconto anche le loro storie.” Malala, 10 dicembre 2014

Silvana Sola