Mnemosyne e Teresa


Teresa Buongiorno, più in forma della Yourcenar che era un po’ sciatta, mi ha sempre affascinato per la sua dote principale, quella di non invecchiare. Dall’abbigliamento alla vivacità, sempre attenta a cogliere lo spirito del tempo, e a mantenere dentro lo spirito del tempo la sua unicità, cavalca al galoppo la Storia della Letteratura per l’Infanzia del Novecento, segnando un percorso che merita al più presto un libro, una biografia d’autore, come si meritano le figure importanti della storia letteraria. Questo è il primo pensiero che mi affiora dopo aver terminato la lettura del suo splendido Dizionario della Fiaba, appena arrivato in libreria, grazie (non per dire, ma un grazie sentitissimo) all’editore Lapis.
Dal Dizionario manca infatti la voce Buongiorno fra Browning e Byatt. Sarebbe stato un caso di conflitto di interessi (che si discute in settimana alla camera) sul quale non avrei avuto nulla da eccepire.
Questo volume ha tanti meriti che non si sa da dove cominciare.
Dal titolo che ho dato a questo post, Mnemosyne, la madre di tutte le arti.
Grazie Teresa di avere onorato questa figlia di Urano e di Gea, con la tua tenace e puntigliosa precisione della storica. L’amore per la Storia, contratto nel corso degli studi, ha prodotto un buon succo, oggi salvifico. Nel Dizionario ritornano le date, scomparse nel 1968, come tu dici degli Elfi e delle Fate. Poi ritornano i libri, i saggi, gli studiosi della materia, gli scrittori che alla Fiaba sanno di dovere sempre ritornare. Non ti dico la felicità alla pagina 205 a proposito della fiaba letteraria Schiaccianoci e il re dei topi, essere annoverate nella  parte della Fortuna, dopo la grande Musica e il Cinema, come Accademia Drosselmeier e negozio di giocattoli. Che regalo! Ma non sarà immeritato? E tutte le citazioni di libri Giannino Stoppani, da Alice a Morandi. Grazie!
Ecco penso che nelle fiabe il merito sia tenuto in gran conto, se superi le prove, ce la fai, soprattuto con la bontà, l’intelligenza, il coraggio. Non è così? Forse è per questo che ne siamo cultori, non siamo affatto pochi. La conta che si può desumere dal tuo libro dà un elenco bello ricco.
La scrittura. Tu metti sempre le mani avanti dicendo che è un opera “giornalistica”, come a scusarti,  dici che è per le persone semplici, mica per quelli del mestiere. Io ritengo che dovrebbe essere obbligatoria ai licei pedagogici e ai corsi di Letteratura per l’Infanzia delle nostre università.
Propongo una raccolta di firme da inviare ai due ministri che hanno appena lanciato il progetto dal titolo Libriamoci (titolo che tu non avresti approvato se ti avessero interpellata), per far partire una circolare ministeriale in tal senso. Non si potrebbe lanciare a Roma in occasione di Più Libr Più Liberi?
Scrittura giornalistica, dici. Per me sei magica come narratrice quando ti cimenti con la trama. Per solito io salto le trame, sia nelle recensioni che nei dizionari. Sono talmente legnose e ingarbugliate che ci perdo la testa. Le tue sono quelle di una affabulatrice e chi ti conosce di persona sa bene come anche oralmente non ti sia meno la capacità affabulatoria. Mi sono accorta di aver abbandonato il distacco dell’inizio e di essermi rivola a te, galoppatrice libera di praterie e camminatrice di montagna, in compagnia di Dolasilla e Lujanta. Grazie per questo bel lavoro, che regala linfa a quanti vogliano mettersi a leggere e a studiare.

Grazia Gotti