Avrei dovuto raccontarvi questa storia nei giorni in cui l’Italia giocava per il campionato mondiale di calcio. Poi non c’è stato il tempo perché in contemporanea si “giocavano” anche gli esami di terza media e ora, che per l’Italia è troppo tardi, mi pare si dia una condizione ancora più giusta per evocare il calcio sano ed entusiasmante di cui parla Garlando attraverso le avventure delle Cipolline.
E’ successo che sono andata a Milano con mio figlio Cosimo, lui avrebbe visitato la città per la prima volta ed io avrei incrociato la visita con un’occasione di lavoro in una libreria. L’idea era di dedicare la mattina ai luoghi che, secondo me, non si possono mancare per una prima volta milanese, la Scala, Brera, il Duomo, che con le sue guglie gotiche sarebbe rientrato perfino nel programma scolastico di arte, dal mio punto di vista era tutto perfetto!

In quel periodo Cosimo leggeva, uno dopo l’altro, tutti i Gol! di Luigi Garlando del Battello a vapore. Solo quelli, ma finalmente leggeva di gusto e ne voleva ancora. Ne aveva uno con sé, per il treno, e, serafico, scombina la mia pianificazione con una proposta proprio da bambino: “Mamma, io vorrei andare al parco Forlanini, dici che esiste davvero?”
Vicino alla stazione c’è l’uffico per il turismo dove una signora gentile ci ha offerto la piantina della città ed ha evidenziato una vasta macchia verde in un punto decisamente periferico rispetto al Duomo. Lì mi sono chiesta quante altre mamme, non milanesi, siano al corrente che il parco Forlanini esiste davvero (se siamo ad oltre 750 mila copie vendute parliamo di centinaia di migliaia di ragazzi che leggono Gol!).
Il parco è bello grande, di quelli moderni, somiglia vagamente al Lunetta Gamberini di Bologna.

Naturalmente le Cipolline non c’erano e l’espressione sul volto di Cosimo era indecisa tra la delusione di non avere incontrato i ragazzi della squadra e la gioia di essere proprio lì, nel luogo mitico delle sue letture che gli sembravano vere e gli facevano battere il cuore.
Più tardi, in libreria, non riuscivano a capire perché fossimo entusiasti e qualcuno ha interpretato la nostra esperienza come un’occasione perduta: “visitare un luogo di così scarso valore culturale quando a Milano c’è tanto altro” …a riconferma di quanto, alle volte, il mondo letterario per ragazzi sia ancora tenuto in una considerazione di secondo piano così come, per conseguenza, vengono sentite secondarie le relazioni che i ragazzi instaurano con i personaggi e i luoghi delle loro finzioni.

Invece a noi lo scenario del parco Forlanini ha fatto lo stesso effetto di Bolgheri o Castagneto quando si ama Carducci, ci siamo sentiti visitatori di un Parco Letterario, Cosimo era emozionato e secondo me ricorderà a lungo quella Milano, per sempre associata ai Gol! di Garlando. Io ero felice, per il mio ragazzo e per la bella occasione che mi ha regalato.
Tiziana Roversi