Mi manca certa letteratura francese

Sono ritornata su alcuni libri francesi per adolescenti, pubblicati da El nelle collane Ex Libris e Frontiere con nostalgia, a seguito della lettura di brani di Comment j’ai appris à lire, di Agnès Desarthe, appena pubblicato in Francia. La scrittura di questa autrice mi piace moltissimo, come mi piacquero le traduzioni di allora. Perchè ne ho nostalgia? Perché erano libri “normali”, non era letteratura di genere, non metteva in scena temi a tinte forti, ma raccontava la vita contemporanea, l’adolescenza ai nostri tempi, la cultura del nostro tempo, o meglio calava l’esistenza nel nostro tempo, senza pregiudizi, preconcetti, ma andando a “vedere” dentro i personaggi ciò che agita il nostro sentire e le cose che si agitano intorno a noi. Poi ricordo la raffinata costruzione, l’elegante tessitura delle narrazioni, senza pesantezze o grossolanità. Era anche piacevole vedere delineate certe passioni culturali che nascevano proprio nell’adolescenza, come ad esempio la passione per il cinema, evocata in un romanzo della Desarthe. L’autrice nel suo saggio cita un libro che ha letto all’età di sette anni, che cercherò subito per il tema “Natura”, che, come sapete mi sta molto a cuore.



Tistou le pouces verts è un libro del 1957 di Maurice Druon che racconta di come una città può trasformarsi con il Verde. Questo racconto influenzò tanto la Desarthe piccola lettrice da spingerla a scriverne uno simile e cominciando così, con un plagio, la sua carriera di scrittrice.
Grazia Gotti