Già pubblicata da Sinnos nel 2012 con Il mio nome è NO! di cui abbiamo parlato qui, l’autrice/illustratrice spagnola Marta Altés  ritorna in libreria con Io sono un artista, per Emme edizioni, un album un po’ speciale che gioca con le immagini e le parole. Le immagini alludono alla storia della pittura, mentre le parole sono interpretazioni delle immagini. Da questo bisticcio creativo, molto ben tenuto e divertente, nascono una serie di situazioni che vedono madre e figlio interpretare in modo diverso ogni accadimento.
La carota lasciata nel piatto è un’opera dal titolo La solitudine della carota per il piccolo, mentre per la madre diventa La cena incompiuta. Il piccolo protagonista, calato nei panni dell’artista anche per via dei baffi alla Dalì che si è disegnato, si muove fra le pagine sempre sperimentando tecniche, materiali e poetiche artistiche, dal blu di Klein, all’Autoritratto multiplo, risultato dell’incrinatura dello specchio sul lavabo del bagno. Accanto alla foga artistica del piccolo, sempre preso dal progetto di produrre il capolavoro della settimana, fa da contraltare la quiete degli esercizi yoga della mamma. Quiete, raccoglimento, meditazione, riposo, versus creatività inarrestabile, action painting che non risparmia nessuna parete in nessuna delle stanze di casa, dalla camera da letto al bagno, al primo piano, fino alla porta di casa al piano terra. Gioco molto divertente e riuscito, una bella idea molto ben realizzata.
Marta Altés, dopo aver studiato a Barcellona è stata allieva di Martin Salisbury, in Inghilterra, “la più bella decisione che ho preso nella vita”, dichiara l’autrice. Ora, è collega di Martin e insegna la sua arte ai più giovani. Bello!

Grazia Gotti