Lumpi Lumpi Personal Drago


Mentre tutti possiedono un PC non tutti hanno la fortuna di avere un PD, un Personal Drago. Il piccolo Giampi ha proprio un PD della serie classica degli amici immaginari, un draghetto blu di nome Lumpi Lumpi. Oltre ad un colore bizzarro, il draghetto presenta singolari tratti caratteristici: sputa fiamme fredde ed emette anelli di fumo dal naso, anelli di tanti colori diversi, verdi quando ha paura, arancioni quando si diverte, grigi quando è offeso, e così via. Il tema del doppio e dell’amico immaginario non sono certo nuovi e inediti nella storia della letteratura per l’infanzia. Tony Ross, il grande cantore dell’infanzia piccola, in Oscar got the blame aveva inventato un doppio al quale attribuire ogni colpa per ogni accadimento, per ogni piccola trasgressione o incidente. Qui l’amico immaginario ha funzione più di condivisione dell’esperienza ed è una presenza rassicurante ma mai zuccherosa. La coppia drago-bambino, ultima invenzione della sempre più brava Silvia Roncaglia, si muove nello spazio tempo del fantastico e del quotidiano.
Dal deserto dei Tuareg al tappeto del salotto di casa macchiato di olio con grande disappunto della mamma. Le trame sono tenute con maestria, gli ingredienti conditi con sapienza narratologica, la lingua è presenza piena che dispiega tutte le sue potenzialità, dai modi di dire alle rime. La serie, ricca di quattro titoli e di due annunciati, è una piacevole sorpresa nella zona primi lettori. Anche le illustrazioni di Roberto Luciani e la grafica concorrono a dare a questi libretti un’aura elegante, accurata, fresca, colta.
Immagino Giampi e Lumpi in una classe di prima elementare! Potrebbe succedere quello che capitò quando il Giannettino collodiano entrò nelle scuole: il riso scoppiò sulle bocche dei fanciulli, con grande beneficio per l’istruzione.
Grazia Gotti