L’ultima stella a destra della luna

In un pianeta lontano, in cui il blu del cielo si fonde con quello dei canali, una palude popolata da alligatori, zanzare killer e insetti di ogni genere, ospita, in palafitte vicinissime fra loro, gli Yukon: “strani” individui che hanno tentacoli e creste al posto delle braccia e dei capelli.
In questo scenario Silvana De Mari ambienta L’ultima stella a destra della luna, un libro ironicamente amaro ma a lieto fine, in cui l’autrice narra al lettore le vicende dell’Allievo 4/6**5 e del suo popolo e di come, attraverso l’istruzione e la volontà, sia possibile cambiare un’esistenza fatta di divieti e di sudditanza psicologica. Attraverso i temi che la professoressa Star-One, dura e cinica nei suoi giudizi, assegna ai suoi studenti, in modo piacevolmente scorretto l’Allievo 4/6**5 racconta la sua vita e le regole del suo popolo, gli Yukon. Con la Legge dell’Ordine e l’Ufficio Tasse e Imposte, il Governo controlla ogni momento della giornata e ogni attività degli Yukon, tassando tutti i “beni”, anche i più impensati: le piante carnivore, la cera per fare le candele, indispensabili per scaldarsi l’inverno.
Tuttavia accettano come giuste, o meglio, come ovvie tali imposizioni; elogiano il Governo perché coinvolti dallo stesso che esso operi solo in funzione del loro bene: per gli Yukon, non è strano avere un numero al posto del nome, non c’è da stupirsi se si vive in penose ristrettezze pur lavorando tutto il giorno in miniera senza avere nemmeno il sollievo di tornare a casa la sera.
Appare loro naturale che l’unico scopo della scuola sia insegnare a leggere la Legge dell’Ordine e compilare i moduli dell’Ufficio Tasse e Imposte. Il rimprovero che l’Ispettore muove alla professoressa Star-One per aver assegnato “inutili” temi ai suoi studenti, provoca tuttavia qualcosa nell’animo dell’Allievo 4/6**5 e dei suoi compagni. Per quale motivo devono andare subito in miniera, senza poter terminare la scuola? Perché non possono scegliere di darsi nomi veri al posto di freddi numeri?
Con l’impegno di tutti, mamme e bambini, soldati e poliziotti una volta al servizio del Governo, la vita degli Yukon subirà una svolta, e con essa l’istruzione. La scuola cambia, sembra quasi di vederla senza quelle piante carnivore che la ricoprivano una volta, e diviene un amato luogo di ritrovo che gli allievi s’impegnano a frequentare assiduamente. La Professoressa GufoCheVolaSempreENonSiArrendeMai, una volta Star-One, non ha modificato solo il nome: sono ormai solo un ricordo i freddi rapporti che aveva con gli allievi e i loro genitori; anche i giudizi a seguito dei compiti, una volta umilianti e pungenti, si sono ammorbiditi divenendo non solo grafiticanti ma anche costruttivi.
La professoressa ha modificato il modo di vedere la sua professione, avvertendone tutta la profondità: non è, come sostenne in un giudizio, l’unica triste alternativa al lavoro in miniera, ma è il mestiere migliore che si possa esercitare.
Veronica Cenni
Da Mercurio dei Piccoli, Giannino Stoppani, 2004