Little Bear

Else Holmelund Minarik si é spenta pochi giorni fa all’età di novantuno anni.
Era nata in Danimarca ed era stata portata negli Stati Uniti da bambina. Aveva lavorato come insegnante e si dilettava ad inventare storie anche per la sua bambina.
Cosí erano cominciate le Storie di Orsacchiotto. Le aveva scritte e anche disegnate e le aveva sottoposte al giudizio di una grande casa editrice. Qui le avevano suggerito di dare sembianze umane ai suoi orsi ma lei non era d’accordo perché pensava che ogni bambino, di ogni paese e di ogni colore avrebbe amato i suoi orsi ed aveva ragione. Ha aspettato fiduciosa la persona giusta, la sempre piú mitica Ursula Nordstrom, editor da Harper & Row, che nel frattempo aveva visto un giovane disegnatore di talento, Maurice Sendak e gli aveva affidato il compito di disegnare gli orsi di Else. Sendak li aveva disegnati come dei vittoriani, ed Else attribuiva loro il mandato delle buone maniere, lasciando peró il giusto spazio al gioco e alla fantasia.
Mamma Orsa, Babbo Orso, Nonna Orsa, Nonno Orso, sono vestiti e si muovono con eleganza e compostezza. Orsacchiotto e gli amici animali mostrano la loro pelliccia e le piume.
Sul finire della saga, iniziata nel 1957 e terminata nel 1961, entra in scena una bambina, Emily, che trascorre le vacanze in tenda proprio vicino alla casa di Orsacchiotto. Per lei Orsacchiotto imparerà a scrivere e potrà cosí mandarle delle lettere. Rilette tutte insieme, le avventure di Orsacchiotto lasciano una traccia indelebile di infanzia, ti riportano là dove ognuno di noi é stato e ritorna ogni volta che incontra un bambino. Ho incontrato Else come libraia, ho suggerito e consigliato le sue storie a tante mamme, conservo vivida la memoria dell’incontro con Orsacchiotto e mio figlio, in quei pomeriggi in casa a fare i matti equipaggiati per raggiungere la luna… Grazie Else.
Grazia Gotti