“L’Italia che scrive” per quella che legge

Ai giorni nostri i grandi quotidiani, la grande editoria, la critica letteraria, non tengono in gran conto la Letteratura per l’infanzia. Nelle Università si sono istituite cattedre specialistiche, ma è da tempo che non si vedono grandi libri.
Oggi prenderemo in esame l’ambito delle riviste, a cominciare da una rivista del Novecento, il secolo delle riviste. “L’Italia che scrive”, fondata da Angelo Fortunato Formiggini inizia nel 1918 ed esce fino al 1938, anno delle Leggi razziali che portano Formiggini al suicidio. E’ una rivista che abbraccia molti ambiti del sapere ma che non dimentica i libri per bambini per i quali è prevista una rubrica a cura di Emilia Santamaria, compagna di Formiggini. Lo studio accurato di questa rivista è opera di Sabrina Fava ed è stato pubblicato nel 2004 dall’editore Vita e pensiero nella collana “Strumenti”. All’epoca Sabrina Fava era dottore di ricerca in Pedagogia e docente a contratto di Letteratura per l’infanzia presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Milano, dove è anche supervisore di tirocinio. In Percorsi critici di letteratura per l’infanzia tra le due guerre si leggono molte pagine di grande interesse, frutto di un lavoro di ricerca rigoroso e ben documentato. Un libro utile, pieno di note, un libro di studio di quelli di un tempo, che si distingue nel panorama povero e sciatto dei testi che affrontano la disciplina. Nell’augurio che si ricominci a studiare e quindi a pubblicare buoni libri vi raccomandiamo questo libro e in particolare lo raccomandiamo a tutti gli studenti delle Università.
Grazia Gotti