L’inverno che spezza la vita

“Non ero malata. Ero forte.”
La prigione di una mente e di un’anima intrappolate in un corpo sempre più magro che ti stringe per soffocarti e che, per sentirti libera, occorre rendere ancora più sottile.
Due migliori amiche, una gara a chi riuscirà a diventare più magra. Cassie e Lia. Bulimia e anoressia. Laurie Halse Anderson con Wintergirls, uscito in Italia per i tipi Giunti nel 2010, entra nelle pieghe tragiche, crude e verissime dei disturbi alimentari che colpiscono giovani adolescenti. Ha consultato psicologi e medici perché il romanzo non si ancorasse alla pura invenzione ma toccasse e raccontasse la realtà. Il freddo di un corpo che non ti scalda, il freddo delle relazioni famigliari, il freddo degli occhi puntati, il freddo della solitudine, il freddo del senso di colpa. La morte di Cassie in uno squallido motel porterà Lia sull’orlo della definitiva rinuncia alla vita, gli occhi della sorellina per lei e su di lei, al momento di compiere un gesto estremo, la condurranno a dire di nuovo sì alla vita, a un “ho bisogno d’aiuto e in questo non c’è nulla di male” che ci rende consapevoli del nostro valore anche nella nostra debolezza e della forza delle relazioni umane.
Sara Vladovich