Liniers

A Buenos Aires avevo visto per la prima volta un libro di  Liniers. Mi era molto piaciuto, ma poi travolta dalle mille cose me ne ero dimenticata. Per fortuna l’archivio fotografico conserva ogni cosa e ho potuto ritrovare la copertina del libro che mi stava a cuore. Ora vedo che il cartoonist argentino ha pubblicato anche negli Usa. Il libro The Big Wet Baloon sembra molto bello, ha un sapore  antico, ricorda Ardizzone, autore molto amato da Sendak. Che dire del fumetto per bambini in Italia? 
Purtroppo i tentativi di Orecchio Acerbo di tradurre i Toon Books (il libro di Liniers è fra questi) non hanno ricevuto grande accoglienza, così come il lavoro di Boutavant, così apprezzato dai bambini che lo conoscono, non è andato avanti. Le nuove sigle fanno cose buone ma mi pare che siamo ancora in una dimensione piccola, di nicchia, marginale. Forse dovrebbero occuparsene i quotidiani, lanciando in edicola una serie di comics per bambini. Io credo che si potrebbe creare un po’ di pubblico.
Immagino la mamma o il babbo che il sabato tornano dall’edicola ed ecco che il piccolo di casa ha il suo fumetto! Forse è una scenetta cara solo a me, vecchia  intossicata dalla carta dei quotidiani e nostalgica di un tempo in cui il fumetto era amico dell’Infanzia.
Liniers è molto bravo e brava la editor (compagna di Spiegelman) che lo ha pubblicato in America, non dimenticando di farne un’edizione in spagnolo. In rete si trova documento dell’autore che presenta il suo libro a 200 bambini parlando in spagnolo. Questi bambini americani bilingue hanno tante possibilità, possono passare da un idioma ad un altro e hanno tanti fumetti da leggere. Beati loro!

Grazia Gotti