L’impegno civile e politico delle immagini a difesa di Liberté, Egalité, Fraternité

Oggi è una giornata di lutto: l’attentato di ieri, a Parigi, al giornale satirico Charlie Hebdo è attentato al pensiero, alla libertà di parola, al sano esercizio della satira, alla democrazia.
Un attentato luttuoso che lascia sul campo dodici vittime e diversi feriti.
Tra i morti il direttore della rivista, Stephan Charbonnier, conosciuto da tutti come Charb, penna e matita particolarmante arguta, e poi i tre vignettisti Cabu, Tignous, Philippe Honoré e Georges Wolinski, che dichiaravano con il loro lavoro l’impegno civile che è dentro al mondo delle immagini.
Creare figure, immagini, fare incontrare segni e disegni con un pensiero-progetto che va verso l’esterno, un progetto da condividere con la comunità, è atto individuale e politico.
Le immagini sono uno straordinario strumento di critica, dizionario dei comportamenti umani visti nella miseria delle loro azioni.
Erano potenti quanto le parole le illustrazioni realizzate da John Leech per i testi di Charles Dickens nella metà dell‘800, fotografia di una società  in cui la diseguaglianza è in primo piano, oppure le figure bitorzolute di Altan che, attraverso l’esercizio della satira, ci raccontano il quotidiano politico.
Le figure assieme alle parole, sono forme di conoscenza, di accesso al reale,  ma prima di tutto grandi dichiarazione del pensiero.
I terroristi hanno cercato di uccidere le idee, le figure, il valore della libertà di espressione.

La redazione
#jesuischarlie