Libri per bambini. Mode d’emploi per mamme e papà

Fin dal 1992, anche se in Francia ha iniziato ad essere pubblicato dieci anni prima, leggiamo i libri di Alain Serres usciti nelle storiche collane Un libro in tasca (EL Edizioni) e Pagine a colori (Emme edizioni).

Da anni andiamo a visitare il suo stand alla Fiera del libro per ragazzi.
Dal 1996 la sua maison indipendente Rue du monde crea libri che permettono ai bambini di “interrogare e immaginare il mondo”.
Lo scorso novembre, alla biblioteca dell’Heure Joyeuse di Parigi, l’abbiamo ascoltato durante la conferenza “Rodari et sa grammaire” (tra le altre cose è l’editore francese del celebre saggio “sull’arte d’inventare le storie”), mentre ci raccontava come anni prima, nel ruolo d’insegnante, aveva usato questo testo in una scuola “difficile” di Marsiglia.
Quest’anno due sono le pubblicazioni italiane che vedono Alain Serres protagonista nel doppio ruolo di editore (in Francia sono infatti pubblicate da Rue du Monde) e scrittore.

È de L’Ippocampo, lo splendido albo in cui arte e storia si mescolano per raccontare un pezzo di guerra civile spagnola: E Picasso dipinge Guernica.
Recentissimo invece è, Come insegnare a mamma e papà ad amare i libri per bambini, delle Nuove Edizioni Romane, la casa editrice di Gabriella Armando attenta ai temi della promozione alla lettura.
Nel libro sono i giovani lettori che, invertendo i ruoli, devono mostrare e leggere ai propri genitori come appassionarsi alla lettura. Un prontuario che ogni ragazzino dovrebbe prendere in mano per spiegare agli adulti che i lupi delle favole restano dentro ai libri una volta riposti, che al mondo c’è ben peggio di qualche cacca in testa ad un animale, che nella vita tutti hanno un “zizì” (leggi pisellino e passerina) e non si deve temere di trovarlo tra le pagine dei libri o che la poesia non è poi così difficile da capire…

Le immagini di Bruno Heitz sulla scia del testo ci fanno ridere, sognare e pensare… ed è proprio questo che Alain Serres vuole fare: i libri devono “minare le idee preconcette, arricchire l’immaginario, e non infantilizzare né edulcorare le complessità del mondo”.
David Tolin