Les italiens, prima dell’8 agosto 1956

 
Oggi Marcinelle è una città del Belgio che merita di essere visitata, una tappa per un viaggio.
Una città vivace che non dimentica la tragedia carica di morti della miniera di Bois du Cazier, miniera diventata patrimonio Unesco.
C’è quella storia in Giù nella miniera, il libro in catalogo per Einaudi Ragazzi, firmato da Igor De Amicis e Paola Luciani, ma c’è prima di tutto il racconto di due bande di ragazzi.
Mentre si scorrono le pagine il pensiero va al grande Molnar e ai ragazzi della via Pal, alla conquista del territorio, alle relazioni, alle strategie.
In Giù nella miniera c’è anche lo scontro tra due nazionalità diverse, c’è la guerra tra poveri, c’è l’antico racconto dei migranti che portano via il lavoro agli indigeni, c’è la chiusura e il pregiudizio.
Si fronteggiano mangiaspaghetti e mangiapatate: maschi e femmine, piccoli e grandi. Le femmine coraggiose e determinate, bambine cresciute in fretta in una società che non concede sconti e che accorcia i tempi dell’infanzia.
Una storia capace di creare attesa, di far sobbalzare, che invita a parteggiare e a sperare in una riunificazione.
Tutto tra baracche che avevano ospitato i prigionieri di guerra e case di mattone trascurate dall’assenza di mezzi economici, sulle montagne di filoni abbandonati, tra la polvere dell’oro nero che arricchisce solo i proprietari della miniera.
Trovano nelle imprese quotidiane la loro linfa vitale i ragazzi di Marcinelle, vivono pericolosamente in sfida continua con un mondo che non regala nulla, sventolano le loro bandiere nazionalistiche, consapevoli che solo affiancandole si può andare avanti.

Silvana Sola