L’Emilia che non vota

Sono andata a presentare A scuola con i libri al mio paese natale, Pieve di Cento, ultimo territorio prima del fiume Reno che separa la provincia di Bologna da quella di Ferrara.
Eugenio Ramponi, in gioventù sindaco della comunità, figlio del sindaco storico, amatissimo  e votatissimo, ha fatto una lettura del mio racconto che mi ha davvero sorpreso, disegnando una mappa della comunità, con al centro il Comune, la Chiesa, la Biblioteca, la Scuola, che ritiene di aver desunto dalle mie parole. Alla fine della presentazione mi ha donato un vecchio libro della biblioteca, Il piccolo galateo di Ermanno Libenzi, pubblicato da Mursia nel 1960, giunto alla quinta edizione nel 1970. L’ho sfogliato ieri, mentre arrivavano le notizie dell’astensione. 
Ho seguito con molto interesse le vicende della regione dalle dimissioni di Errani, alla candidatura di Roberto Balzani. Stamattina, con questo libro fra le mani, penso che quel senso di comunità di cui mi sento figlia sia definitivamente morto. Tutto cambia e c’è ne faremo una ragione. Quello che non cambia è il pensiero distorto di chi pensa che vincere sia la sola cosa che importa. Anche se i cittadini non sono con te, a fare qualcosa di buono per la comunità.
Di Ermanno Libenzi, oltre a questo delizioso galateo scherzoso e fine, cercherò Ragazzi della Resistenza, per prepararmi spiritualmente al Settantesimo e per non perdere l’abitudine a resistere.

Grazia Gotti