Leggere a scuola

A Cesena ieri pomeriggio ho incontrato tante maestre per parlare di lettura. Appena ritornata da Buenos Aires, dove per parlare ai docenti sono stati invitati filosofi, scienziati, poeti, registi e scrittori, mi sentivo davvero inadeguata. Alcune avevano letto il mio libro, ma io non avevo voglia di parlare del mio libro, mi interessava parlare delle mie ultime esperienze, in realtà dei lavori della cooperativa Giannino Stoppani. Ho quindi parlato di libri sullo sport, sul cibo, sulla danza, sulla natura e ho invitato le maestre ad occupare il tempo per la formazione leggendo insieme i libri, dai classici ai contemporanei. Ho consigliato loro di abbonarsi a Liber, che mi pare il riferimento più importante, dove si possono leggere recensioni a libri e interventi tematici interessanti. Abbiamo poi insieme sfogliato il libro pubblicato da Corraini sull’editoria per ragazzi degli anni Settanta.
Il pomeriggio è volato, ci siamo ripromesse di tenerci in contatto. Saluti rapidi, poi stazione per tornare a Bologna. Mentre entravo in stazione un clacson ha attirato la mia attenzione: era una maestra al volante che voleva farmi omaggio di un libro: Una cotoletta e due caffè, pubblicato da Il ponte Vecchio, casa editrice che ha pubblicato Antonio Faeti, Giorgia Grilli e Hamelin. Il libro delle insegnati Nicoletta Campanelli e Costanza Persano mi ha tenuto compagnia in viaggio e mi ha fatto sentire che, nel predicare la benevolenza o l’amore per i bambini come prerequisito per un insegnante, non sono sola e la cosa mi rende felice.

Sono convinta che nella “palude” come in molti definiscono il presente, ci siano tante voci che non hanno ascolto, come le maestre di Cesena, autrici di questo libro. La scuola è immersa nel verde ed è il luogo educativo più curato che mi è capitato di visitare negli ultimi anni, dal giardino alle aule, dai corridoi ai bagni. Prendersi cura, dei luoghi e delle persone, prerequisito per uscire dalla “palude”. 
Grazia Gotti