Il corso di formazione promosso dal Cepell ci ha portate a Monopoli, splendida cittadina pugliese. Nella sede della biblioteca che presto sarà risistemata con la collaborazione di Antonella Agnoli, settanta insegnanti, provenienti anche da paesi vicini come Conversano e Rutigliano, hanno preso parte attiva al pomeriggio di dialogo sui libri e la lettura. 
Mariella Fusillo, della libreria Minopolis, è il riferimento tecnico (registro delle presenze e coordinamento) e si è prodigata, insieme a Vita, sua socia, per dedicare parte della libreria proprio ai libri della bibliografia che il coordinamento responsabile della formazione ha redatto.
Hanno allestito un settore di saggistica sul tema che nessuna libreria italiana può vantare. Sono rimasta davvero sorpresa! Ottimo lavoro, grande servizio per tutte le insegnanti, per quelle delle scuole dell’infanzia, così come per quelle dei licei. Vedere tutti insieme tanti libri di studio sulla letteratura per l’infanzia fa pensare che potremmo fare tutti così noi librai specializzati. Il pubblico dovrebbe poter riconoscere la nostra specificità, il nostro impegno culturale.
Durante le tre ore di incontro abbiamo passato in rassegna molti di questi libri.
Prima di cominciare ho letto parti del saggio “Un tenebroso affare” di Antonio Faeti, contenuto nell’opera Il romanzo, curata da Franco Moretti, per Einaudi. Il saggio di Faeti è contenuto nel primo volume dal titolo La cultura del romanzo, ed è stato pubblicato all’inizio del nuovo Millennio. Il volume è poderoso e contiene saggi di Adriano Prosperi, Walter Siti, Stefano Calabrese, solo per citare alcune presenze. 
L’affare tenebroso di cui parla Faeti è l’odio tenace che la scuola nutre nei confronti del romanzo. Perché, si chiederà il lettore. Perché il romanzo disvela, critica, sorprende e la scuola non può sopportarlo. Ho molto semplificato, ma penso che tutti siamo d’accordo. Dopo un avvio sulla scuola post unitaria, Faeti si allunga fino ad autori contemporanei: “Oggi, infatti, si fatica ad accettare le opere di Roald Dahl…”.
Abbiamo preso nota e ci siamo lasciati con un impegno: quello di leggere tutto Dahl e di celebrare il centenario della sua nascita (2016) in più scuole possibili, dalla scuola dell’infanzia al liceo.

Grazia Gotti