LE FIABE SONO PER BAMBINI? da leggere, da vedere, da ascoltare

Italo Calvino, nella stesura di Fiabe Italiane, non ha come interlocutori i bambini.
Pensa a loro solo quando, di fronte a fiabe forti di contenuti o esplicitamente erotiche, sente di dover smorzare i toni e trovare la lingua giusta della narrazione.

Molti anni dopo l’uscita della prima edizione della raccolta, sente invece la necessità di predisporre un prodotto editoriale destinato a bambini e ragazzi.
Ripensa ad un indice che metta in evidenza situazioni, atmosfere, protagonisti, geografie care all’infanzia.
Nasce, nel 1972, il volume L’uccel Belverde e altre fiabe italiane, illustrato, con ventotto tavole, da Emanuele Luzzati.
Nel 2007 l’editore Mondadori ridà alle stampe il libro, scegliendo un nuovo illustratore.
E’ affidato ad Alessandro Sanna, autore di figure pieno di talento, il compito di portare a bambini e ragazzi le immagini di Rosmarina, del gobbo Tabagnino, di Peppa, Nina e Nunzia, di Giovannin senza paura, di Giufà, della bambina venduta con le pere.
I suoi acquerelli, che acquistano colore per raccontare paura e riso, lacrime e astuzia, costruiscono un nuovo ritmo di lettura, suggeriscono visioni, altre le lasciano, volutamente, all’immaginazione del lettore.

Le fiabe sono per bambini, per adulti, per voci narranti capaci di riportare la magia del fiabesco attraverso la lettura ad alta voce.
La voce registrata di Martina Pittarello, accompagnata dal commento musicale di Attila Faravelli, per il Narratore/audiolibri, ci porta nel giardino dell’Uccel Belverde, assieme ai fratelli dai capelli d’oro e ci rende partecipi della fiaba che arriva da Firenze.
Silvana Sola