Beniamino Placido aveva preso in esame La capanna dello zio Tom e Benito Cereno per studiare l’immaginario americano in relazione alla pella nera. Il suo studio era uscito per Einaudi alla metà degli anni Settanta ed aveva per titolo Le due schiavitù. Nel suo ricordo oggi prenderemo in esame due libri che ritornano sulla schiavitù da due punti di vista diversi. Il primo, Il regalo nero, è opera dello scrittore olandese Dolf Verroen e si era aggiudicato il premio tedesco per la letteratura giovanile nel 2006. Grazie all’editore romano Beisler oggi lo possiamo leggere nella collana “Il serpente a sonagli”;
lo leggiamo rapidamente perché è brevissimo, breve ma intenso. Poi c’è una pstfazione a cura dell’autore, tre paginette e mezzo, anche esse intense. “ Un tempo il Suriname era una colonia olandese. Oggi, oltre alla lingua del luogo, l’olandese rimane la lingua ufficiale. Così mi è stato facile comunicare con le persone”. Lo scrittore olandese fa i conti con la Storia e “ inventa” un personaggio come Maria, una dodicenne bianca che per il dodicesimo compleanno riceve in regalo Koko, il suo schiavetto nero. La zia Elisabeth le regala la frusta, che per un pelo non entra nella borsetta, peccato.
Il libro è suddiviso in tanti capitoletti e la scrittura è disposta sulla pagina come se si trattasse di poesia. Invece è prosa, una prosa moderna, scarna, essenziale, che arriva al cuore del lettore in un attimo e lo tiene attaccato al tema. Di impianto più classico è invece il racconto di Brenda Woods, autrice afroamericana vincitrice del Coretta Scott King e pubblicato da Giunti nella collana “Le gru”.

Il lungo viaggio di Sally è un romanzo di avventura che vede protagonista una famiglia di schiavi in fuga verso la libertà. Il romanzo è appassionante, commovente, di facile lettura, adatto anche a bambini delle ultime classi delle elementari. Da segnalare nella bella collana dedicata ai classici di Rizzoli La Capanna dello zio Tom con postfazione di Antonio Faeti.
Grazia Gotti