Laura Orvieto

Freschi di stampa, pubblicati dal Gabinetto Vieusseux, sono in libreria gli atti della Giornata di studio dedicata a Laura Orvieto, 19 ottobre 2011, a Palazzo Strozzi.
Avevo partecipato alla giornata, mi ero proprio regalata un weekend fiorentino, ricco di incontri e di scoperte. Per la gentilezza di Gloria Manghetti avevo potuto visitare  molte sale sparse in città dove sono custoditi tanti fondi: manoscritti, lettere, quadri, arredi, appartenuti ad artisti e letterati.
Alla biblioteca Marucelliana ho potuto sfogliare tre annate del giornale per i ragazzi che Laura diresse all’indomani della fine della Seconda Guerra Mondiale e in una biblioteca vicina a Palazzo Strozzi,  dove ha lavorato Eugenio Montale, ho sfogliato i libri per bambini che Laura teneva nel suo studio, libri per i suoi bambini.  Ora ho uno strumento importante, con interventi di studiosi quali Carlo Cambi, Pino Boero, accanto a quelli di studiose come Monica Pacini che prende in esame il giornalismo della scrittrice di Leo e Lia,  ristampato proprio nel 2011.
Quasi in chiusura del volume William Grandi firma il breve saggio La musa bambina: il mito nei libri italiani per ragazzi, dove ripercorre le tappe della “Permanenza del classico” per citare il fortunato titolo della manifestazione promossa dall’Università di Bologna, dalla scrittura di Laura a quelle di Roberto Piumini, Mino Milani e Beatrice Masini. Di quest’ulima si cita un’opera a me molto cara, quella dedicata alle figure femminili dell’epica, della commedia e della tragedia greca.
Forse nel mio intento di non disperdere la cultura classica ero animata dalla stessa passione di Laura, capace di rinverdire con la sua straordinaria voce-scrittura la tradizione, come di dedicarsi all’opera civile di recupero del teatro romano di Fiesole. Erano figure moderne, come il nostro Pascoli, grandi innovatori, capaci di mantenere un rapporto stretto e vivo con il Passato.
Negli atti si legge un inedito di Laura che fa proprio riferimento ad una visita a Zvanin su all’Osservanza, una delle più belle strade di Bologna, che porta dolcemente sui Colli.

Grazia Gotti