“Non ebbe più nulla a che fare con gli spiriti, ma visse sempre secondo i dettami della temperanza integrale e sempre si disse di lui che sapeva festeggiare degnamente il Natale, se mai creatura vivente può attribuirsi questo vanto.”
La risposta alla richiesta, fatta ai miei studenti di progettazione grafica e di illustrazione, di ricordare un’edizione de Il canto di Natale, è stata Il canto di Natale di Topolino, il mediometraggio uscito dagli studi della Walt Disney Production.
Sicuramente un piccolo capolavoro, lontano dai tratti di Andrea Warren o dai disegni di Arthur Rackham che hanno accompagnato a lungo le pagine del testo dickensiano, il film candidato all’Oscar dell’animazione nel 1984, portava sullo schermo, tra gli altri, zio Peperone e Pippo, Paperino e Paperina.
Un canto di Natale nel quale gli “animali” si sostituivano all’uomo.
Anche nel bellissimo Canto di Natale, appena pubblicato da Corraini, la Londra raccontata da Charles Dickens è popolata da animali.
Federico Maggioni ricostruisce atmosfere, delinea personaggi, esalta figure di spicco con lunghe orecchie da coniglio, importanti becchi da rapace, fattezze suine o eleganti tratti felini.
Illustrazioni sapienti, ricercate, capaci di giocare con lo spirito del Natale, consapevoli del ruolo che svolgono, accanto alle parole. 
Nelle figure c’è la critica alla società, c’è la povertà, c’è l’avarizia di mezzi e sentimenti, c’è il gelo di pensieri negativi, ma anche la gioia di gesti generosi, la riscoperta della vita. 
Il tutto tracciato con colori forti, che catturano lo sguardo, potenti come la meravigliosa copertina arancione che vede Scrooge sotto un’imprevedibile ed inedita pioggia di agrifoglio.
“In questo libricino ho cercato di evocare lo spirito di un’idea che non metta i miei lettori di mal animo con se stessi, fra di loro, con la stagione e con me…”
Parole di Charles Dickens .

Silvana Sola

Buon Natale e Felice Anno nuovo

Illustrazione di Federico Maggioni per la mostra Two Centuries After. Charles Dickens
Casa Saraceni, Bologna 2012