La vera metamorfosi di Kafka

Franz Kafka si trova al parco Steglitz di Berlino per la sua abituale passeggiata mattutina quando, ad un tratto, si imbatte in una bambina tutta sola e in lacrime. Si chiama Elsi. Incerto sul da farsi, le chiede delicatamente se si è persa, ma la bambina risponde: “Io no”. Una risposta piuttosto strana, ma non del tutto, se chi si è persa, in realtà, è la sua adorata bambola Brigida. Lo scrittore, impressionato dall’intensità del suo dolore, per consolarla si inventa una spiegazione che ha davvero dell’incredibile: Brigida è partita per un viaggio e lui, che di mesterie fa il postino delle bambole, il pomeriggio seguente le consegnerà una sua lettera. Questa è la storia del romanzo dal titolo Kafka e la bambola viaggiatrice, nato dall’ispirazione di Jordi Sierra i Fabra, uno degli autori più amati dagli adolescenti spagnoli, che recupera un episodio realmente accaduto nella vita di Kafka per raccontarci la storia dell’incontro fra il mondo degli adulti e quello dei bambini. Ma in particolare, immagina come potrebbe essere stato quello fra la piccola e il grande scrittore, che “non aveva paura di niente e di nessuno, ma era terrorizzato da una personcina non più alta di un metro, capace di piangere in un modo così straziante e di guardarlo con quella intensità negli occhi”. Ci regala una nuova visione di Kafka e del suo genio, normalmente “in preda a una esaltazione nervosa”, che invece si consacra alla stesura delle lettere con sereno compiacimento perché il suo potente linguaggio serve a stimolare la fantasia e la speranza della sua piccola amica, “bella come la primavera della vita”. Con la straordinaria sorpresa di sentire toccate anche le corde dei suoi sentimenti. Un libro tenerissimo che in Spagna ha vinto a buon diritto il Premio Nacional de Literatura Infantil y Juvenil, la cui emozionante lettura è adattissima per i piccoli, ma appagherà senza dubbio anche i più grandi.
Valentina Allodi