La TV fa bene alla ricreazione

Francia. Lunedì, 14 settembre 1970. Primo giorno di scuola per Jean, 6 anni, un papà patron, una mamma sempre in viaggio, un fratellino, Yvette, la baby-sitter che fa la miglior “cioccolata al latte ghiacciata”, un’amica vicina di casa, 3 nonni…
La signora Moinot, anziana maestra che esordisce avvertendo della sua imminente pensione, accoglie i nuovi arrivati. Tutti in fila per due: lui finirà in coppia e in banco con Alain. Poi appello e censimento delle professioni dei rispettivi genitori, che mette subito a disagio il nostro piccolo protagonista.
I primi tre mesi di scuola raccontati da Jean, e da lui vissuti in maniera un po’ traumatica, segneranno il passaggio da un’istituzione vecchio stampo ad una più attenta all’individuo, alla singola personalità.

Da una parte infatti troviamo, oltre alla vecchia maestra, anche un padre severo (che vieta la televisione, rendendo ancora più difficile la socializzazione durante la ricreazione) e quasi assente, dei vicini, genitori dell’amica Michelle, che sbraitano in continuazione, uno psicologo che non smette di somministrare il Rorschach a tutti gli allievi in situazioni particolare, e i nonni materni che cercano in tutti i modi di nascondere ai nipoti la morte della loro madre.
Dall’altra, una baby-sitter tenera e affettuosa che ascolta e risponde ai piccoli, che insegna giocando, Alain, un compagno un po’ originale con una famiglia altrettanto anticonformista, in cui la diversità (il bambino è stato adottato e il padre è obbligato in una sedia a rotelle) è vissuta nella maniera più naturale possibile, Mamie Èdith, la nonna paterna, forse un po’ troppo liberale.
Nel mezzo i bisticci e le paure, l’amicizia e la derisione, le sconfitte e le scoperte di un bambino che ormai può affrontare tutte le difficoltà della vita, può comprendere che Babbo Natale non esiste e che le cartoline che Michelle dice di ricevere dalla mamma dell’amico non sono autentiche.

Un fumetto divertente dai toni melanconici, un toccante monologo interiore, il diario di un bambino alle prese con la vita, di cui la scuola è la prima palestra.
Al ritorno, dopo le vacanze natalizie, una nuova maestra, giovane e accogliente, chiude la storia, lasciando aperta la speranza di una nuova scuola…
Osannato ad Angoulême e premiato l’anno scorso al Salone di Montreuil con il Tam Tam BD, Ma Maman è uscito nel 2007 per la Gallimard. Il catalogo di questa storica casa editrice, che conta già tre collane esclusivamente di Bande Dessinée, accoglie, oltre ai due autori, Jean Regnaud e Émile Bravo, matite come Joann Sfar (di cui ricordiamo la recente versione di Le Petit Prince), Clément Oubrerie, l’italiano Gipi, e alcuni rinomati illustratori come Olivier Tallec e Nadja.
David Tolin