Le ultime lezioni del primo modulo del master dell’Accademia Drosselmeier sono dedicate al tema della lettura seriale. All’Universitá Antonio Faeti teneva in gran conto le matrici popolari della lettura seriale: dal feuilleton de I misteri di Parigi, ai fumetti, ai generi letterari. La serialitá  è elemento costitutivo di questo tipo di letteratura ed è stata studiata sotto diversi aspetti.
Di recente il dibattito sulla serialitá televisiva ha impegnato scrittori e critici.
Anche nell’ambito della letteratura per ragazzi il tema è stato dibattuto, in modo particolare sulla rivista Liber dove due autori hanno preso posizioni opposte: Domenico Baccalario e Antonio Ferrara.
La serialitá nella letteratura per ragazzi di oggi investe una vasta area: gli scaffali della libreria
sono ricchissimi di serie, quelle dedicate ad un character, o quelle tematica.
Per fare esempi, sono personaggi seriali Stilton, la Schiappa, fra i più popolari, e nuovi arrivi come Bad Kitty.

Accanto a questi, ci sono le innumerevoli collane dedicate a temi quali il calcio, il basket, la danza, il pattinaggio, i cavalli, i pirati, i gatti, i cani. I grandi editori sono i promotori di queste narrazioni, ma anche  editori indipendenti di media grandezza non disdegnano questa strada.
Non ci resta che leggere questa gran quantitá di proposte e farsi così un’idea della letteratura che i bambini sembrano prediligere.
Ho appena terminato la lettura della nuova Schiappa, il successo di queste settimane.
A pagina 218 l’autore ringrazia:
“Grazie a tutti gli insegnanti e ai bibliotecari che hanno messo il mio libro nelle mani dei ragazzi”.
Questo ringraziamento mi sorprende e mi fa pensare. Avrei portato a scuola questo libro al tempo del mio insegnamento? No. Avrei cercato di discutere con i ragazzi se avessi capito che lo leggevano con interesse? Di sicuro, sì. Sarei partita da quello che scrivono gli adulti, avrei cercato di analizzare insieme a loro i disegni, le scene, la comicitá, l’ironia, l’ambiente, i comportamenti. Mi sarei chiesta perchè si va tanto a messa, si gioca tanto al computer, si legge solo una serie, si fanno delle ore di fila per un autografo, si pensa tanto ai soldi. Avrei chiesto loro se potevano immaginare che a una  maestra come me potesse piacere un libro disegnato così male.

Grazia Gotti