La pittura tra silenzio e stupore

Di ritorno dal corso di formazione “Classici o evergreen? Il libro necessario: nei libri per ragazzi tra passato e presente” organizzato dalla Biblioteca Ragazzi di Biella e Pollone raggiungo, a 1200 metri d’altezza, il santuario di Oropa dedicato ad una Madonna nera, oggetto di culto e di pellegrinaggio già dal XIII secolo.
E’ il più importante santuario mariano delle Alpi, imponente, con una serie di edifici aggiunti che lo rendono simile ad una reggia.

Straordinaria è la galleria degli ex voto: in un silenzio assoluto (mentre fuori ragazzini portoghesi si godono, giustamente chiassosi, un debole sole autunnale) sfilano un numero enorme di quadri votivi raffiguranti in particolare incidenti con vari mezzi di trasporto.
Spesso opere di pittori anonimi, sono un esempio di devozione e importanti tasselli in grado di raccontare, attraverso il visivo, la storia di un’epoca, di un territorio, di una fede. Mettono sulla tela lo stupore di una vita risparmiata, raffigurano il “realismo” del miracolo.

Dalla pittura votiva della montagna biellese alle opere del grande Chardin, associazione che trova nel silenzio e nello stupore il punto d’incontro. Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita, fino al gennaio 2011, una mostra dedicata al grande pittore del ‘700 francese, Jean-Baptiste-Siméon Chardin.
La mostra propone, oltre al catalogo di rito, un albo illustrato, un testo poetico che dialoga con le illustrazioni di Javier Zabalà e le opere dell’artista.
Luigi dal Cin immagina Chardin che scrive al figlio pittore in crisi, perché fatica a concludere un’opera, attanagliato dai dubbi.
Considerato da Giorgio Morandi il più grande autore di nature morte mai esistito, Chardin si racconta svelando il suo percorso artistico e la sua poetica, la sua capacità di dare dignità alle piccole cose e visibilità all’infanzia.
Il saluto al figlio introduce la tecnica che avrebbe usato negli ultimi anni della sua vita: i pastelli, materia ideale per realizzare ritratti.
Il libro, Al di là, papà! Chardin tra le righe, fa dialogare tre linguaggi: la parola scritta, l’illustrazione e la riproduzione dell’opera d’arte, ed è realizzato da Ferrara Arte Edizioni in collaborazione con Eni, Cultura dell’energia, energia della Cultura, per il progetto didattico-educativo, “La parola a Chardin”.
Silvana Sola