La notte degli Oscar

Sono stata sveglia tutta la notte per seguire la notte degli Oscar. Mi sono commossa come si sono commosse le stelle del cinema. Ho scrutato ogni volto, naturale e rifatto che fosse, ho ammirato l’eleganza della più “battuta” delle attrici, nominata per ben 19 volte e premiata solo tre (chi è?), ho gioito per il riconoscimento alla nostra Canonero per i costumi del film di Anderson.
Alle 6 ho poi guardato Lei, in programmazione su Sky, che non avevo visto a suo tempo. Ho fatto la doccia e sono andata ad un appuntamento molto importante con i vertici di LegaCoop, il potere costituito del mio territorio. Pensavo ancora allo spettacolo americano e lo scenario locale mi obbligava a dei confronti, ad esempio sugli ascensori. Nel film Lei sono bellissimi, quelli delle Torri di Kenzo Tange molto opprimenti. Sono poi passata negli uffici della Fiera, con il pavimento di linoleum. Infine, in ufficio, fra le mura robuste di un palazzo storico, mi sono rimessa sui libri e ho cominciato a sistemare quelli per la mostra in Sala Borsa, dedicati ai semi. Plant a little seed è un libro che mi insegue da mesi, mi chiede di essere sfogliato, mi aspetta… Ora finalmente è fra le mie mani. E’ opera di Bonnie Christensen, un’artista mancata in questo gennaio, all’età di 64 anni. Dell’America ho sempre adorato Spoon River, che ogni tanto riprendo in mano. Bonnie è una degnissima rappresentante della cultura americana che io amo. I suoi libri, pubblicati da Neal Porter, Henry Holt, editori che ammiro da sempre, mettono in scena personaggi, fatti storici, o amore per la terra, come questo splendido Plant a Little Seed. La sua galleria degli eroi della musica popolare termina con Elvis the Pelvis, in uscita in Aprile. Artista di grande impegno ha usato tante tecniche, l’incisione su legno l’ha raccontata anche per i ragazzi. La splendida ragazza americana capace di raccontare il diario di un ragazzo nella guerra civile, Galileo, una storia ambientata a Pompei, quella del chitarrista zingaro Django, ci saluta dal cielo. Ora si dovrebbero raccogliere, si dovrebbero prendere tutti i suoi libri e metterli negli scaffali delle librerie e darsi da fare per venderli. Io vorrei fare una libreria di soli libri che mi piacciono. Se avrò un’altra vita la farò e quelli di Bonnie saranno sempre in bella vista. Ciao Bonnie!

Grazia Gotti