La morte e la vita

La morte nei libri per adolescenti è sempre un incidente che accade verso la fine del libro, lascia i protagonisti un po’ tristi, ma pronti a ricominciare dopo aver asciugato le lacrime. Ultimamente mi è capitato di leggere due libri di due scrittrici americane, che con modalità completamente differenti, hanno scelto di fare della morte il filo rosso della narrazione dei due libri che vi presento. Entrambi i libri fanno parte della cosiddetta letteratura YA, e hanno tutta quella complessità di sguardi, sentimenti e contrasti propri dell’adolescenza, coniugati con una trama che tiene fino alla fine, senza mai sdolcinature. Non ci sono sconti per nessuno, il mondo adulto ne è ritratto in maniera impietosa così preso troppo spesso solo da se stesso; quello dei ragazzi è netto, scontornato da inutili fronzoli così come è a quell’età. Non troverete in questi testi nessuna pubblicità occulta a marche e mode lucchettarie, ma la freschezza di una lingua che appassiona, e lascia il tempo di tornare sulle storie narrate per capire anche il malessere che ci assale dinanzi

all’ineluttabile. La narrazione orale televisiva dei fatti di cronaca nera, sminuzzati nelle nostre case a tutte le ore del giorno, ci lasciano con la certezza che basti cambiare canale, per tornare alla normalità; preferiamo stornare, pensare ad altro, nella speranza che non ci capiti mai di dover aiutare un vecchio amico a morire, o un’amica a raccogliere il corpicino inerme del suo piccolino.

Le emozioni difettose di Laurei Halse Anderson, ed Giunti, e La vita cos’è di Robin Epstein, ed De Agostini, sono libri da leggere insieme agli adolescenti per riprendere un dialogo, troppo spesso rimandato. Il dolore della crescita, delle scelte concrete speriamo sempre non ci tocchi, mentre sappiamo bene che è di tutti. Le copertine, quasi simili, sono inadatte ma soprattutto danno per scontato che si tratta di libri che verranno letti solo dalle ragazze.

È un peccato lasciar fuori i ragazzi che hanno l’adolescenza travagliata quanto quella delle ragazze.
Agata Diakoviez