La magnifica ossessione, la vertigine, i libri, i labirinti, e il filo di Arianna

Venerdì 5 aprile, giornata di pioggia, pioggia pesante che colora di grigio il fuori.
A Rovereto, al Mart, per vedere La magnifica ossessione, un percorso nell’arte tra 2.784 oggetti, 275 artisti, 418 dipinti, 144 disegni, 100 incisioni, 70 sculture, 11 film e video, 6 installazioni, 6 arazzi, 103 manifesti, 328 fotografie, 217 documenti, 1074 mail art, 64 libri d’artista, 20 modelli d’architettura, 78 multipli.
Oltre un chilometro di esposizione da guardare con attenzione, opere senza didascalie, libere. 
Una mostra da rivedere, perché questa speciale “quadreria ottocentesca” affascina, ma crea anche vertigine e nella vertigine, a volte, lo sguardo e il pensiero si perdono.
E dopo il chilometro di vertigine, lo spazio accogliente della libreria Blu Libri (bella e attenta la selezione di libri per ragazzi) e la presentazione del libro Incanto e racconto nel labirinto delle figure, un volume in catalogo per Erickson, firmato da Marco Dallari e Marnie Campagnaro.
Un percorso tra albi illustrati e relazione educativa, tra narrazione e visione.
Un’operazione di scelta, un sentiero di offerte bibliografiche, di contenuti, di forme, che invitano alla riflessione, che volutamente sollecitano la domanda.
Piccolo blu e piccolo giallo, il capolavoro di Lionni che trasforma l’astrattismo nella più alta forma di narrazione, che gioca sull’identità, sul cambiamento, sul ricongiungimento accanto a Capitan Omicidio, il Barbablù dickensiano che riporta la dimensione del fiabesco, di un fiabesco che crea paura, stupore, attesa, liberazione. E poi Dentro di me, di Alex Cousseau e Kitty Crowther, un libro in cui le difficoltà, le domande inespresse, la solitudine, l’afasia, la ricerca di se stessi prendono corpo nelle figure, si muovono in una mappa di vene e arterie che porta verso la luce e la parola.
E’ la potenzialità delle storie e delle immagini, la loro funzione narratologica, la possibilità di trovare il filo di Arianna capace di portare fuori dal labirinto, che ritroviamo nel saggio, oltre alla riflessione sulle competenze. Marco e Marnie si rivolgono ad un pubblico attento, pronto ad interrogarsi, a scegliere quali libri portare nella pratica educativa di genitore o insegnante, si interrogano assieme sul libro come mezzo di relazione, consapevoli che non ha funzioni taumaturgiche, ma aiuta nei percorsi di crescita che vedono accanto bambini, ragazzi e adulti.

Silvana Sola