La Magarìa di Andrea Camilleri

Magarìa è una favola amara. Così la descrive il suo autore, Andrea Camilleri.
Un Andrea Camilleri apparentemente lontano dal commissario Moltalbano che scrive su sollecitazione di una cooperativa di detenuti ed ex detenuti. Scrive di magia e di realtà, scrive di equivoci che potrebbero portare ad epiloghi dolorosi, scrive di formule magiche e di sparizioni. E dalla storia nata quindici anni fa è uscita una nuova versione che si rivolge a bambini e ragazzi, una versione accompagnata dalle illustrazioni di Giulia Orecchia.
La Magarìa che è ora sugli scaffali, edita da Mondadori nella collana “Contemporanea”, è la voce di un narratore anziano, forse lo stesso nonno descritto nelle pagine, che racconta ad un pubblico di giovani lettori. Racconta con la bella lingua che ha reso Camilleri famoso nel mondo, racconta in un italiano che si confronta con la voce regionale, un italiano che è scrittura, canto, poesia, ricerca e stupore.
Racconta una storia che prevede finali diversi, adatti a palati letterari diversi.
Perché Lullina sparisce? Perché il nonno è accusato di un crimine terribile? Cosa è successo? E chi è quel piccolo omino vestito di giallo apparso dal nulla?
“ C’era un nano vestito di giallo, il quale gli disse: – Ripeti queste sette parole: gatto dispari, gatto paro.,guarda come ricomparo…”
Magarìa è anche una fiaba musicale per voce recitante e orchestra.

Silvana Sola