Grazie all’antica tecnica dell’incisione ad acquaforte le pagine ingiallite di questo albo illustrato, edito da Kite edizioni, ci regalano un autentico erbario, piante acquatiche, bulbi fioriti, erbe aromatiche e selvatiche si descrivono compiutamente in tutte le loro parti. A cominciare dalle radici, per salire sulle foglie e arrivare fino in cima alle corolle dei fiori i segni scavati dall’acido sulla lastra di rame tracciano le forme dei petali, i volumi dei boccioli, gli sfilacci delle radici e, assieme ai nomi scientifici in latino, tutto è, secondo natura, puntualmente descritto.
Rana e Anatra sono nate da poco sulla riva dello stagno e abitano questo ampio catalogo arboreo, ridono, giocano, si rincorrono e sono, soprattutto, grandi amiche.
Alla sera sotto i Giacinti Stellati, si sdraiano a guardare la Luna, immaginano di esplorarla e di conquistarla. Questo grande desiderio spingerà Anatra, l’unica ad avere le ali, a lasciare suo malgrado Rana e a volare lassù, per cercare amici e tesori, certamente cose preziose che l’astro promette col suo luccichio.
Alberto Benevelli racconta un’amicizia vera, in cui la libertà di scegliere il proprio cammino rispetta e rafforza l’identità dando spazio e valore al momento della perdita e del dolore. Cristina Pieropan la illustra minutamente e, in una grande metafora figurata, forse, ci invita a guardare la natura delle cose, e dei sentimenti, con occhi più attenti, per ritrovarsi come Rana e Anatra, più felici di prima.

Manuela Draghetti