La Grande Guerra delle donne: storie di visibilità, di pensiero e di azione

Ci sono tanti modi per raccontare la storia, ci sono tanti modi per muoversi sulla linea del tempo creando interesse nel lettore o nell’ascoltatore.
L’altro fronte. 1915-2015. La Grande Guerra delle donne, in catalogo per Lapis, svela la storia di un periodo tra i più drammatici del secolo scorso, attaverso ritratti di donne.
Ci sono le crocerossine che offrono assistenza negli ospedali da campo, spendendosi per salvare il numero più alto di uomini impegnati al fronte, ci sono le prostitute, a busta paga nei bilanci dello stato, che contribuiscono all’umore delle truppe, ci sono le scrittrici che ne raccontano le gesta.
Ci sono le madri che piangono i figli soldati, tanti volati via, perché, come ricorda il poeta Ungaretti, “si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”.
E’ poetico anche il testo che parla delle donne protagoniste e vittime della Grande Guerra, e di tutte le guerre che dal 1915 arrivano all’oggi.
Parole dense di significato, firmate da Fabio Magnasciutti, che diventano figure realizzate da un gruppo tutto al femminile, giovanissime illustratrici che danno volto, corpo, anima alle donne, accompagnandole, con il loro segno, ora delicato, ora forte, ora volutamente metaforico, fuori dall’invisibilità.
Dall’introduzione a firma di Concita De Gregorio:
“Mi sarebbe piaciuto, quando studiavo storia a scuola, che me la raccontassero così. Con le storie vere che puoi dire, mentre le ascolti, chissà cosa avrei fatto io al posto loro e metterti nei panni, pensare i loro pensieri perciò capire davvero e non dimenticare più…”

Silvana Sola