La forza ecologista del silent book

Un pianeta che cambia, pubblicato da Minedition, è un piccolo capolavoro.
Uno speciale silent book ideato e illustrato da Jimi Lee.
Dalla Corea del Sud a Tolosa per studiare graphic design, Jimi Lee ha scelto la città del sud della Francia anche come luogo di vita. I suoi lavori esaltano l’incontro tra contenuto e forma e il libro,
Un pianeta che cambia, è un cartonato “senza parole, ma pieno di speranza”. Una narrazione ecologista che obbliga alla riflessione, un quadrato leggero e pulito con un grande buco al centro attorno al quale gira il mondo. Un mondo che, nel tempo, preso dalla bramosia di costruire, ha cancellato spazi verdi, alberi e piante per lasciare posto ad una gelida giungla di cemento.
Ma “il mondo gira” e i pensieri e le azione di pochi possono diventare esempio per molti: il pianeta cambia e sopra ai grattacieli nascono giardini, di fianco ad edifici che babelicamente si estendono verso il cielo, crescono alberi nuovi, pieni di vitalità.
E accanto alla rinascita di una natura che è vita, accanto a comportamenti etici che permettono di immaginare scenari meno apocalittici, ci sono i gesti di piccoli portatori di semi che forse hanno letto L’uomo che piantava gli alberi di Jean Giono e ne hanno, da subito, condiviso la filosofia.

Silvana Sola