La festa degli alberi

Ai miei tempi si celebrava a scuola e non aveva niente di festoso. Ricordo la noia dovuta all’obbligo di mantenere ordinata la fila in giardino e la cantilena delle poesie recitate. Da un po’ di tempo, mentre i bolognesi fanno sentire, inascoltati, le loro proteste per il taglio di molti alberi a favore di spianate di cemento, in città sembra aver preso corpo un movimento dal basso che si organizza e promuove cultura ambientale. Su, in collina, abbiamo un bellissimo Parco, Villa Ghigi, al centro del quale ha sede un centro di cultura ambientale. Mino Petazzini ne è il direttore.
A primavera aveva ospitato la mostra degli originali di Pia Valentinis e Mauro Evangelista per il bellissimo Raccontare gli alberi, edito da Rizzoli.
Ora coordina tutte le iniziative che si svolgono in città, in scuole, biblioteche, musei, teatri.
Abbiamo collaborato fattivamente al programma e proposto diversi appuntamenti.
Una lettura animata all’Orto botanico, la presentazione del libro di Luisa Mattia, Il grande albero di case basse, pubblicato da Il castoro, una mostra mercato di libri sugli alberi presso la Scuola dell’Infanzia Ovidio Vignoni, all’interno di un parco, ospite d’onore Janna Carioli.
Il 21 novembre, nel pomeriggio, pianteremo il primo albero nel grande giardino di una scuola di quartiere appena inaugurata, titolata alla memoria del giovane partigiano Dante Drusiani. In questa scuola elementare studiano 376 bambini: insieme a loro costruiremo il giardino, l’orto e il settore “green” della biblioteca. Nella sala per le conferenze saranno ospitati botanici, giardinieri, architetti del paesaggio, poeti, scrittori, illustratori.
Giulia Zucchini ha messo a punto un percorso da condividere con gli insegnanti che vogliono partecipare. La figura di riferimento é il Green Man, e per le nostre zone il Selvatico… quello che si avverte fra il fruscio delle foglie e che lascia la sua effigie sul tronco di un albero.
Grazia Gotti


Condividiamo la poesia che ci ha donato Janna Carioli

IO BIMBO TU ALBERO

Io e te ci somigliamo:
siamo nati da un seme,
io bimbo, tu albero
siamo cresciuti insieme.

Adesso sei più  alto
e guardi il mondo in giro,        
mi siedo alla tua ombra,            
respiro il tuo respiro.

Lo dico sottovoce
e so che tu mi senti:
noi siamo più che amici,
io e te siamo parenti.