La doppia anima di Tartarino

Fra tanti libri freschi di stampa che aspettano silenziosi e in ordinata pila il loro turno di lettura, é bene, di tanto in tanto ritornare ai classici. Oggi consiglio Tartarino, il tarasconese, mezzo Don Chisciotte e mezzo Sancio Pancia.
“Tartarino-Chisciotte che si esalta ai racconti di Gustavo Aimard e grida:”Parto!”
Tartarino-Sancio che, preoccupato dai reumatismi, dice: “Io resto”
Tartarino-Chisciotte (esaltatissimo):
“Copriti di gloria, Tartarino. “
Tartarino-Sancio ( calmissimo )
” Copriti di flanella, Tartarino”
E cosí via in questo giustamente famoso dialogo che chiude con la nota battuta
“Giannina, la cioccolata”.
Nella postfazione al romanzo di Alphonse Daudet, edizione Fabbri 2002, Antonio Faeti ci rammenta che Tartarino non  fu concepito come un libro appositamente per ragazzi e che grande fu la sua delusione quando venne a scoprirlo, perché avendolo letto nella memorabile “Scala d’oro” lo considerava al pari de Il piccolo Dante, un racconto proprio per lui, piccolo e appassionato lettore.
“Gli eroi che meritano, nella loro lunga esistenza, questa caparbia cattura da parte dei bambini, non sono tanti, anche perché la cattura é il massimo premio a cui possono aspirare e quando sono catturati si chiamano “icone”, e cioé sono presenze di altissimo livello, degne di entrare nei sogni di tutti.”
Grazia Gotti