La casa di Momo

La casa di Momo è un centro lettura e centro gioco del Comune di Bologna e si trova nel quartiere Reno. Il centro è ospitato in un edificio di cemento nel cui corpo ha sede lo storico nido d’infanzia Salvador Allende. La toponomastica bolognese è un paradigma da studiare per capire la storia, i suoi mutamenti, e per immaginare il futuro. Il futuro per i libri per bambini e per le famiglie nei quartieri periferici non sembra roseo, qui alla casa di Momo, quando la responsabile si ritirerà non sarà sostituita (prossimo giugno) e quindi il servizio è destinato a cessare come è già successo in altre zone della città. Anche gli spazi architettonici andrebbero rinfrescati, era in programma una ristrutturazione, ma poi tutto si è fermato. Lo storico nido Gramsci, invece, è stato recentemente ristrutturato. In questo contesto di incertezza programmatica, i nostri incontri dedicati ai libri proseguono. Ieri abbiamo preso in esame il lavoro di Annette Tamarkin per l’editore francese Les Grandes Personnes.
I volti delle ragazze educatrici, delle dade e quello del giovane stager di scienze della Formazione, un ventenne abruzzese innamorato di John Dewey, si accendevano ad ogni gioco di carta. Dando sfogo ai sogni e ai desideri, abbiamo immaginato un atelier per bambini, genitori, educatori, condotto da Annette, magari all’aperto, nel bel prato antistante il cemento, fra i palazzoni di periferia. La domanda finale prima di salutarci e tornare nel centro di una città, che se è stata modello in passato e che oggi sembra incapace di immaginare il suo futuro, è la stessa da qualche tempo in qua: che fare?
Grazia Gotti