Hanna è una bambina tedesca contemporanea. Frequenta la quarta, è figlia unica, il suo babbo numero uno è andato in Australia perché affetto dalla malattia detta malinconia per i paesi lontani. Ora ha un babbo numero due e anche una nuova casa, una bella casa con due stanze tutte per lei. Avrà anche un gatto, grazie alla sua nonna, una divertente e frizzante signora alla guida di una cabriolet. Poi c’è la scuola. L’occhio della sempre acuta Jutta Richter coglie al volo la realtà e la restituisce al lettore con lievi accenni, senza insistenze e digressioni, basta un tocco di rosa per definire un personaggio.
La scuola tedesca, con psicologa in organico, è raccontata con lucidità e onestà 
Non piacciono i sistemi educativi di oggi alla nostra scrittrice. Tutto organizzato, le scarpe fuori dall’aula, il controllo della violenza. I ragazzi devono essere tutti belli e bravi.
Nella realtà regna l’ipocrisia e il disinteresse. Per Hanna comincerà ad andare meglio all’arrivo di una nuova compagna, una compagna non vestita di rosa che viene da New York. Scritto con brio, il racconto è un’istantanea della classe media occidentale. Il secondo babbo di Hanna adora la sua moto BMW e a Natale la famiglia se ne va a cercare un clima temperato…



Grazia Gotti