Indietro nel futuro, con Paul Flora

Conosco e amo il lavoro colto, raffinato, divertente, di Jim Flora, ma non avevo mai avuto tra le mani le opere di carta di Paul Flora.
L’ho scoperto in viaggio tra la Val Venostra e la Val Senales in una piccola cittadina medievale, Glorenza, che nel mantenimento delle sue architetture e nella scelta di un’atmosfera sospesa, ha costruito la sua forza turistica.
Nella Torre della Chiesa è, da pochi anni, allestita la mostra permanente del lavoro di Paul Flora.
Nato a Glorenza nel 1922, studi a Innsbruk e a Monaco di Baviera, Flora è stato disegnatore, ironico osservatore della società, ricercato ideatore di pagine che esaltano le architetture compositive.

Amico di Tomi Ungerer, con il quale divise il lavoro editoriale in casa Diogenes, di Erich Kästner che lo definì scrittore di immagini, estimatore dichiarato di Lyonel Feininger e Paul Kee, Flora affronta il bianco della carta con il nero di un pennino arguto e sottile, capace di raccontare il mondo, la società, il costume, la letteratura.

Perizia nel segno, divertito uso del grottesco, fascino per la bizzarria che è una palese dichiarazione contro la noia e l’ovvietà, Paul Flora ha al suo attivo molti di libri illustrati, un ampio fondo di prodotti d’animazione, disegni, caricature, che attraversano il ‘900 e arrivano fino al 2009, anno della sua morte.

Attivo fino alla fine dei suoi giorni l’artista altoatesino rappresentò l’Austria alla biennale di Venezia, città che amava e che è stata spesso soggetto dei suoi lavori, disegnava frequentemente corvi e si divertiva, tra gli altri, a giocare con lettere e alfabeti.



Silvana Sola