In un caschetto giallo il mondo

Domani, a Roma, al Palaexpo di via Nazionale, inaugura la mostra Anni ’70. Arte a Roma, una mostra che indaga l’importanza che la capitale ha avuto in quegli anni, il lavoro delle gallerie, dei centri culturali, delle associazioni. Spazi del pubblico noti, luoghi del privato, gallerie storiche e aree autogestite dagli artisti: un fermento culturale enorme, una produzione artistica che propone gli anni’70 attraverso occhi nuovi.
Occhi nuovi, o meglio nuove occasione di visione, sono quelle offerte dal Laboratorio d’arte del Palazzo delle Esposizioni che invita bambini e ragazzi, e adulti, a fare un viaggio negli anni ’70 tra parole, forme, colori, spazi, corpi, libri. Anche il libro appena uscito nel catalogo di Orecchio Acerbo ci riporta agli anni ’70, al catalogo Emme edizioni che guardava con attenzione ciò che succedeva nel mondo (nel libro l’editore ringrazia chi, oltre quarant’anni fa, aveva già regalato ai lettori occasioni di straordinaria scoperta). Si chiama Giallo Giallo il volume scritto da Frank Asch e illustrato da Mark Alan Stamaty, entrambi importanti interpreti del visivo statunitense e noti nel mondo: racconta il viaggio di un bambino nei luoghi dell’immaginazione, un viaggio che prende avvio da un casco giallo abbandonato. E il caschetto sarà cappello di cui andare particolarmente fiero, ma anche sgabello, e poi barca pronta per il mare delle storie, vaso per i fiori… Sarà tutto ciò il bambino vorrà farlo diventare fino al momento in cui un grande se lo riprenderà e il casco giallo tornerà ad essere protezione sul lavoro. Ma il viaggio nei luoghi dell’immaginazione non si interrompe e i bambino, con le sue matite gialle, continuerà ad inventare, accompagnato da poche calibrate parole e da un molte, moltissime figure, che si incontrano, si intrecciano, si diradano per incontrasi di nuovo.
Silvana Sola