In ricordo di Gianna Vitali

Ricordiamo Gianna Vitali con le parole di Luisa Mattia per IBBY Italia.




Una donna senza rimpianti, era Gianna. Aveva, certo, molti ricordi. Così tanti che, nel corso di più di quarant’anni, ne ha generosamente fatto dono ai tanti – lettori, librai, scrittori – che l’hanno conosciuta.
L’abbiamo amata per la sua ruvida capacità di gioire, per l’eloquio senza fronzoli, per la passione allegra che dedicava ai libri e a chi li leggeva. 
Agli scrittori ha fatto dono di attenzione severa e alte aspettative. 
Tra i libri ci viveva, Gianna. E ci entrava dentro, perché erano la sua casa. Per ogni libro aveva la chiave capace di aprirlo. A volte, li teneva stretti perché se ne era innamorata e non faceva che parlare di loro, li teneva da conto per poterli presentare a chi, come lei, era capace di amore a prima vista e li avrebbe protetti e illuminati con la gioia della lettura.
La gioia la visitava spesso, Gianna. Le succedeva perché conosceva la malinconia, la tristezza profonda degli abbandoni, l’infelicità della perdita. E, dunque, rideva volentieri, piacevolmente chiacchierava bevendo vino e mescolando, con fare malandrino, burle e facezie a discorsi sulla letteratura.
E’ stata capace di grandi amori, Gianna. Roberto, certo. E intorno quella sua famiglia che l’accoglieva sul mare di Bretagna tra cieli plumbei e mimose in fiore. Ma non solo. 
Ha amato l’entusiasmo del far progetti contro ogni buonsenso, contro ogni perbenismo. Ha amato i bei libri e chi li legge. Ha amato i libri brutti, utile confronto con il peggio per apprezzare il meglio e farne una missione.
Il “meglio” era nella semplicità, perché Gianna era fatta di cose necessarie, insostituibili nella loro dura verità. Di questo abbiamo goduto, questo ereditiamo : una responsabilità. Ci sarà da far cose sorridendo ma con severità, badando all’essenziale. Continueremo a prendere casa dentro ai libri, a edificare case per i libri, a esplorare il mondo crescendo lettori, affamati di storie buone da mangiare con gli occhi e con il cuore. E berremo buon vivo, brindando a Gianna, che resta.  
Luisa Mattia ©