In libreria

Per un lungo periodo della mia esperienza di libraia conoscevo ogni singolo titolo fra i tanti sugli scaffali. Oggi, quando entro alla libreria Giannino Stoppani, provo la stessa sensazione che mi assale varcando la soglia di qualsiasi libreria al mondo. Sono presa da quel genere di eccitazione carica di aspettative che prelude la scoperta. Cosa cerco? Un nuovo libro che catturi la mia attenzione perchè bello a vedersi, perchè interessante per il tema, perchè opera prima di un giovane talento, e per tante ragioni possibili, tante da non poterle enumerare, ma fondamentali per marcare la differenza fra un libraio e un critico, un amateur, uno specialista del settore.

Il libraio apprezza un libro anche per le sue caratteristiche di vendibilità, perchè lo sente un libro necessario, un libro che sarà utile. Un libraio per ragazzi sa che può essere importante un bel libro sui giorni della settimana, sulle stagioni, sui numeri, perchè oltre i bellissimi albi d’autore, l’adulto in cerca di libri per i piccoli ha in mente anche un suo itinerario: necessita di tanti generi di libri, per mille occasioni, per esplorare ambiti diversi.

Ieri mi sono fermata per alcune ore di fronte agli scaffali stranieri e con stupore ho trovato subito un libro da acquistare perché si collegava direttamente ai miei pensieri di quel momento. Avevo appena sentito mio figlio al telefono che mi annunciava di essere atterrato a Shangai, sto leggendo Vento dell’Est: vento dell’Ovest di Pearl S. Buck, Nobel per la letteratura nel 1938, e quindi una considerevole parte di me stessa è in Cina. Nim and the War Effort è ambientato a San Francisco nel 1943. Siamo a Chinatown dove Nim frequenta la scuola americana, mentre alle quattro del pomeriggio si dedica alla scrittura cinese. In famiglia, nonna e nonno, genitori e quattro ragazzi, parlano cantonese.

Per non essere scambiato per un nemico (giapponese) il nonno porta una spilla sul bavero della giacca che mostra le due bandiere, quella americana e quella cinese, unite insieme. Nim, che si sente americana, vuole vincere la gara dei raccoglitori di giornali, a dispetto di un compagno che afferma che la gara sarà vinta da un “americano”. E’ la storia autobiografica di Milly Lee, cino-americana, autrice di altri picture book che raccontano fatti realmente accaduti, come il terremoto di San Fransisco o l’arrivo dei sui Ancestors nel nuovo Paese.

Anche noi abbiamo molte Chinatown, ma non disponiamo di meravigliosi picture books.
Questi di Mylli Lee sono illustrati da Yangsook Choi, coreana di nascita, cresciuta in America.
Grazie a Giampaola, che ordina questi bei libri, una visita in libreria è sempre stimolante!
Ho messo da parte qualche altro titolo da condividere…a suivre.
Grazia Gotti