Il sogno della farfalla
















Il filosofo Zhuangzi sognò di diventare una farfalla che volava tra i fiori, dimenticandosi chi era. Poi si svegliò, confuso, e si domandò: ho sognato di essere una farfalla o è la farfalla che ha sognato di essere me?
E’ con questo racconto cinese che Suzy Lee ha evocato l’idea che c’è alla base dei suoi picture books, all’ultima edizione del Festivaletteratura che si è conclusa ieri a Mantova. In piazza Sordello l’illustratrice coreana ha mostrato le immagini dei suoi libri usciti per i tipi Corraini, mostrando il percorso che l’ha portata a sviluppare un’idea di base, il rapporto fra realtà e illusione: quando proviamo qualcosa, dice Suzy Lee, è vero per noi, poco in porta se è successo nella realtà. E gli elementi del libro diventano parte della storia, come nell’Onda in cui la piega centrale è il confine psicologico fra il sogno e il reale. Il libro sta dentro il libro e il sogno nel sogno come nella sua straordinaria Alice in Wonderland, raccontata con collage e fotografia. Suzy Lee parla un inglese fluente, frutto dei suoi anni di studio a Londra, per il suo MA in Book Arts al Camberwell College of Arts, a cui è approdata dopo essersi laureata in pittura in Corea. Predilige il carboncino, che le permette di esprimere volume e linee precise allo stesso tempo. I suoi tratti sono semplici ed espressivi, l’uso del colore è limitato, ma è parte integrante del libro, anch’esso racconta una storia. Le parole sono poche o del tutto assenti, come dichiara Suzy Lee stessa, perché tende a pensare per immagini, le figure non devono

necessariamente illustrare delle cose, sono già significative.

Nel suo paese di origine pubblica per Chondung e Bir per il quale nel 2008 sono usciti The door, un divertente albo sulle porte e My bright Atelier, un racconto lungo in cui il blu, il giallo e le sfumature di arancio narrano l’incontro di una bambina con l’arte.
La straordinaria avventura di una bambina allo Zoo è nel catalogo dell’editore americano Kane/Miller e in quello Actes Sud Junior. Sempre in Francia Sarbacane ha acquistato i diritti di Les petits peintres nus, altro incontro di bambini con la pittura e il colore che permettono in questa storia, di partire per un mondo di sogno,
un’avventura che riporta alla mente il viaggio di Max nel Paese dei Mostri Selvaggi.

La revanche des lapins, che Suzy Lee ha realizzato per la Joie de Lire, è un albo in cui davvero le parole sono superflue, bastano le figure a mostrare la vendetta simbolica degli animali contro l’indifferenza dell’uomo. Questi sono solo alcuni esempi del lavoro di Suzy Lee. Per concludere segnaliamo l’illustrazione della parola goyo ovvero tranquillità, realizzata per il libro Media Vaca Mis primeras 80.000 palabras. L’ispirazione è nata pensando alla sensazione che si prova quando, sdraiati sul dorso in acqua, i suoni sono filtrati, ci si sente isolati dal mondo. Un’immagine evocativa che ricorda il silenzio ovattato dell’Ofelia di John Everett Millais.
Elena Rambaldi
illustrazione: Mis primeras 80.000 palabras, Media Vaca 2005